L’uso sociale dei beni confiscati. Il progetto del Liceo Volta insieme alla onlus Voglia di vivere

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“Studenti protagonisti del cambiamento di sé e degli altri”: questa in sintesi la finalità formativa sottesa al progetto PON realizzato dall’IIS A. Volta in partenariato con l’associazione Voglia di Vivere onlus sul tema del riutilizzo per finalità sociali dei beni confiscati alla mafia.

L’attività, che si è conclusa mercoledì 29 maggio, ha coinvolto un gruppo di studenti del Volta, formato prevalentemente dalla classe 3 sez. S indirizzo sportivo, consentendo loro di compiere un percorso formativo composito, coordinato dalla prof.ssa Maria Giulia Palermo e avvalentesi del contributo di più esperti esterni.

Ambito tematico selezionato i beni confiscati alla mafia ed il loro riuso sociale: la prima fase del progetto ha previsto pertanto gli incontri con la docente di Diritto Alessandra Giunta e con i magistrati Pasquale Pacifico ed Elena Caruso, i quali hanno illustrato la legge Rognoni –La Torre, pietra miliare del contrasto alla criminalità organizzata. La seconda fase ha portato il gruppo a visitare luoghi significativi della lotta alla mafia ed in particolare del riuso virtuoso dei beni confiscati: oltre alle mete tragicamente famose, come via D’Amelio, l’albero Falcone ed il bivio di Capaci, gli studenti hanno visitato la Casa Memoria di Peppino Impastato a Cinisi, di fronte alla quale è ubicata l’abitazione del boss Tano Badalamenti, immobile ormai confiscato e divenuto sede della biblioteca comunale. Altra tappa significativa la visita ad una sartoria sociale palermitana, gestita da una cooperativa che, nel segno di uno sviluppo sostenibile e della solidarietà sociale, ripara o rimodella abiti usati, impiegando come manodopera donne dal vissuto tragico, contrassegnato spesso da violenza domestica.

Obiettivo della terza fase del percorso è stato quello di guidare gli studenti alla conoscenza dei beni confiscati ubicati nella provincia nissena, forse meno noti, ma dalla storia molto coinvolgente. Per il raggiungimento dell’obiettivo, fondamentale è risultata la collaborazione dell’associazione Voglia di Vivere onlus, la quale, rappresentata da Padre Giuseppe Anfuso, gestisce una casa-famiglia per minori intitolata al magistrato Rocco Chinnici, utilizzando i locali di quella che una volta era stata la villa del boss Madonia. Sorprendente per gli studenti la scoperta di un bene confiscato appartenente al territorio cittadino e appassionante la ricostruzione del suo complesso iter giudiziario dalla confisca al riuso sociale, iter segnato da inefficienze istituzionali, pastoie burocratiche ed onerosi impegni economici.

Molto proficua anche l’interazione tra gli studenti del Volta e i piccoli ospiti della casa famiglia, i quali, accompagnati dagli operatori della cooperativa ed in particolare dall’assistente sociale Liliana Pasqualino, hanno svolto diversi incontri presso l’istituto; diversificate le attività proposte, tutte svolte con la concreta collaborazione profusa dagli allievi del Volta: tutoraggio scolastico, laboratorio artistico, attività sportive, svolte sotto la docenza del prof. Emilio Galiano e di informatica, sotto la docenza del prof. Achille Mammana. Una diversificazione programmata, che, come ha affermato il Dirigente Scolastico Vito Parisi, “mira a diffondere tra gli studenti la cultura dell’inclusione e della solidarietà sociale e soprattutto quella della partecipazione civica, grazie alla quale i cittadini, con le loro scelte ed i loro stili di vita, possono e devono contribuire alla crescita culturale della società civile, senza necessariamente delegare tutto alle istituzioni, riuscendo ad incidere anche al miglioramento del mondo globalizzato”.

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