Lunga notte di coltelli prima di votare il collegio dei revisori dei conti. La "fronda" del Polo civico si impone

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La lunga notte dei coltelli prima del consiglio comunale, chiamato a votare stamane il nuovo collegio dei revisori dei conti del comune di Caltanissetta.
Una notte concitata di telefonate incrociate e qualche bluff da parte di consiglieri, esponenti di partito e schieramenti, ognuno per favorire il proprio candidato e condurre in errore l’avversario, con candidature fatte ritirare all’ultimo momento e inevitabili contraccolpi.
Al termine della votazione il collegio dei revisori è stato eletto con questa composizione:  Andrea Ferrante, già in passato revisore dei conti del comune di Caltanissetta, in qualità di presidente, essendo stato il più votato con 8 preferenze. Piero Ribaudo, con 7 voti e Claudio Di Vincenzo con 7 voti.  Fausto Luigi Assennato si è fermato a 6 voti. Determinante per la scelta dei revisori la spaccatura in seno al Polo Civico, che i pontieri di “Cives 3.0” non sono riusciti a sanare.
 
Così il consiglio ha celebrato quella che secondo alcuni è la prima vera sconfitta in aula del sindaco Giovanni Ruvolo, almeno stando ai boatos di Palazzo del Carmine, visto che la “fronda” in seno allo stesso Polo Civico, principalmente costituita dai consiglieri Salvatore Licata e Linda Talluto, è riuscita a eleggere in modo trasversale un componente del collegio dei revisori dei conti, lasciando a bocca asciutta il “Polo Civico” ufficiale. Ma questa, sebbene realistica, potrebbe essere un’analisi parziale, perchè il movimento del sindaco un candidato lo aveva, ma lo ha di fatto “ritirato”, pare, in nome di ragion politica: evitare la vittoria di Licata. Operazione fallita. Tanto valeva perseguire con coerenza la propria candidatura, auspicando la convergenza dei consiglieri più liberi che, forse, andavano maggiormente ascoltati e coinvolti.
L’Udc, ma sembra non in modo compatto, avrebbe sostenuto Ferrante, mentre il neo revisore dei conti del comune, Di Vincenzo, avrebbe avuto l’appoggio dei “ribelli” del Polo Civico che hanno fatto asse (come era prevedibile) con consiglieri di altri schieramenti e qualche franco tiratore.
Per Piero Ribaudo, invece, si era delineata già in anticipo la possibilità di un’elezione in linea con l’espressione di voto del Partito Democratico, che lo ha sostenuto e fatto eleggere fin dall’inizio.

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