Lunedì i funerali del Maestro Giuseppe Pastorello. La camera ardente allestita nel foyer del Teatro Margherita

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DSCN7534_858Il maestro Giuseppe Pastorello, padre del Concorso internazionale Vincenzo Bellini, si è spento. Se n’è andato, all’età di 76 anni,  alle 7,30 circa di sabato 23 agosto nell’Ospedale San Raffaele di Cefalù dove, da Pollina dove si trovava per un periodo di riposo,  era stato ricoverato a seguito di un malore, rivelatosi poi un ictus. L’atteso miglioramento che i familiari aspettavano con apprensione, purtroppo, non è arrivato. Anzi, quasi a volere infierire su di lui, ne sono arrivati altri, devastanti, sino a quando non ce l’ha più fatta.

Com’era giusto che fosse, la camera ardente, che rimarrà aperta sino alle 10,30 di domenica 24, è stata allestita nel foyer del Teatro Margherita, dov’era di casa. Tra i primi a rendere omaggio all’illustre concittadino, a nome di tutta la città,  il Sindaco Giovanni Ruvolo. Se Vincenzo Bellini potesse tornare in vita per un solo momento, di sicuro lo ringrazierebbe perché nessuno, come il maestro Pastorello, ha contribuito a diffondere nella nostra città il nome del grande compositore catanese. Lo ha fatto per ben 44 anni, nonostante le difficoltà soprattutto economiche che inevitabilmente si presentavano ogni anno, organizzando il Concorso Internazionale Vincenzo Bellini per cantanti lirici. Una passerella importantissima che ha sempre visto la partecipazione di cantanti provenienti, oltre che dall’Italia,  dai Paesi di tutto il mondo: Cina, Giappone, Australia,  Danimarca, Francia, Turchia, Russia, Corea tanto per citarne qualcuno. Ed a tutti, lui dava del tu. Ma lo faceva non perché si sentisse più importante di quei giovani in cerca di un “raggio di sole”, ma perché li considerava come dei figli ai quali si rivolgeva con fare cordiale e affettuoso. Chi scrive ha vissuto giorno dopo giorno l’ultima edizione del Concorso, la 44ª, e può testimoniare sul suo modo quasi paterno di consolare chi, purtroppo, non era riuscito a portare a casa l’ambito premio ma soltanto un attestato di partecipazione. Non tutti possono vincere e se c’è chi vince, per forza di cose ci deve essere chi deve asciugarsi le lacrime di delusione. Si lamentava perché a causa delle esigue risorse, non poteva fare le cose come lui le avrebbe volute e proprio a causa della mancanza di fondi, da diversi anni non veniva assegnato il previsto premio “Maria Callas”. “Il Concorso Bellini – ci dice il figlio Massimo patron di Med Moda – era per lui come un terzo figlio e noi faremo in modo che il Concorso continui a vivere per onorare la sua memoria, anche se lo faremo meno bene di come lo farebbe lui. Istituiremo un premio- che chiameremo “Premio Giuseppe Pastorello”, dedicato a giovani tenori, che sarà un modo per ricordare mio padre”.

Intervista a Massimo Pastorello, figlio del compianto Maestro scomparso

Intervista al Sindaco Giovanni Ruvolo, nel foyer del teatro Margherita

Due casse acustiche montate su colonna – non poteva concepirsi omaggio migliore – diffondevano alcuni dei brani più famosi da lui interpretati nel corso della sua lunga e fruttuosa carriera. Ve ne proponiamo uno, “Vesti la giubba” dai Pagliacci di Leoncavallo, registrato direttamente dalle casse proprio perché il lettore, con un po’ di immaginazione, abbia l’impressione di essere stato presente alla veglia e di avere tributato al compianto tenore un doveroso omaggio.

Vesti La giubba da I Pagliacci di Leoncavallo. Canta il tenore Giuseppe Pastorello.

Il curriculum del maestro Pastorello, “Pippo” come lo chiamavano gli amici, è davvero ricco ed invidiabile: nel 1973 vincitore a Valencia del Concorso internazionale “Giacomo Lauri Volpi”; nel 1974 vincitore del “Neglia” di Enna, lo stesso anno venne chiamato a sostituire il tenore di Cavalleria Rusticana e debuttò al Castello di Lombardia. Da quel momento canterà in tutto il mondo. Poi l’esordio al Teatro Massimo di Catania con Tabarro e un concerto alla Villa Bellini. Partecipò a stagioni e festival musicali nazionali in Europa – Svizzera, Spagna, Francia, specie nei paesi dell’Est, Polonia, Ukraina, Romania – non trascurando le Americhe – Canada, Brasile, Argentina – e l’Asia, Giappone e Korea. A Cavalleria, si aggiunsero Trovatore, Gioconda, Norma, Pagliacci, Tosca, Otello, Carmen, il Requiem di Verdi. Registrò per la Rai Radio televisione italiana di Napoli e Roma, nonchè per diverse tv. Incise romanze siciliane “I canti della terra e del mare di Sicilia”, con una dedica alla sua terra, ed un cd di romanze liriche da camera.
Gli furono assegnati vari riconoscimenti alla carriera di cantante e impresario lirico: “La targa d’oro”, “Mario Del Monaco”, “Maria Callas”, “Tullio Serafin”, “Beniamino Gigli”, la Medaglia d’oro dell’Ordine dei giornalisti di Roma e Lazio per la carriera e come organizzatore del Concorso internazionale “Vincenzo Bellini”, il “Bellini D’Oro” dalla fondazione “Bellini” di Catania. Venne chiamato a far parte di giurie internazionali per i concorsi canori, “Catalani” di Ostra, “Sbrac” di Rio De Janeiro”, “Moniusko” di Warsavia, “Todi” di Oporto, al 40° Concorso internazionale “Giuseppe Verdi” di Parma, al Concorso internazionale “Gayarre” di Pamplona, Spagna. Negli anni 2007-2009 al Concorso internazionale “Glinka” a Mosca. Dopo una breve pausa dal 1988 ha ripreso a cantare da baritono ottenendo grandi successi sia in Italia che all’estero. Tenne “Master class” in Italia, in Corea, in Giappone e Canada, Cina.
Da oltre 30 anni era impresario lirico autorizzato dal ministero del Turismo e spettacolo, ai sensi della legge 800 del 1967. Da oltre 35 anni organizzava le stagioni concertistiche di Gela e Caltanissetta. Fondatore e organizzatore del famoso concorso internazionale per pianisti e cantanti lirici di Caltanissetta, e delle stagioni liriche nissene, di Castelvestrano, Canicattì, Ragusa, Enna, dei festival internazionali di Cefalù, Caltanissetta, Enna e Gela. Più recentemente gli era stato assegnato al Teatro Massimo di Catania il “Bellini d’oro” come organizzatore del Concorso internazionale “Vincenzo Bellini” per pianisti e cantati lirici. Nel settembre 2014, premio alla carriera durante il Gran galà di musica lirica a Grotte. Il 2 gennaio scorso, a Serradifalco, altro premio alla carriera nell’ambito di un gran galà lirico al teatro “De Curtis”.
Il maestro Giuseppe Pastorello, che era anche coeditore di Tcs, la televisione storica di Caltanissetta, lascia la moglie Pia – con la quale aveva condiviso amorevolmente ogni attimo della sua esistenza, della sua straordinaria carriera, in 47 anni di matrimonio – i figli Massimo, editore di Tcs e organizzatore del Med moda, e Boris, avvocato e assessore alle Finanze, la nuora Gabriella, i nipoti Giulia e Giupy.

I funerali saranno celebrati in Cattedrale lunedì 25 alle 16,30 e, com’è facile prevedere, saranno davvero in tanti, giustamente,a volergli dare l’ultimo saluto.

Nella fotogallery alcune immagini dell’ultimo Concorso Bellini.

 

 

 

 

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