L’Ultima Cena. Grande affluenza di pubblico per il polidramma di Michele Albano, rappresentato nella Cripta della Cattedrale.

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DSC_6615Ci sono stati momenti in cui sembrava davvero di essere tornati indietro di 2000 anni. È questa l’impressione ricevuta assistendo al polidramma di Michele Albano, andato in scena, lunedì 30 marzo, contemporaneamente, nella piazzetta ex pescheria e nella Cripta della Cattedrale. Costumi curatissimi, nessuno spazio ad oggetti moderni, nell’aria odori di cucinato, pane azzimo (senza sale e senza lievito,ndr) impastato al momento e cotto sulla pietra ollare, uova sode, verdure bollite, bicchieri di creta. A questo, si aggiungeva lo scenario costruito nella piazzetta ex pescheria, dove alcuni ex Capitani della Maestranza offrivano un saggio della loro arte. Il fabbro, il falegname, il calzolaio, calati perfettamente ognuno nel proprio personaggio,  hanno dato vita ad un mercato ebraico dove si sono svolte alcune notissime scene bibliche.
Intervista al regista Michele Albano

Tra i figuranti e gli attori, tra cui il noto Giorgio Villa nel ruolo di Simon Pietro, aleggiava aria di partecipazione che il numeroso pubblico presente ha mostrato di apprezzare. Purtroppo, la Cripta della Cattedrale non può ospitare più di 180 persone per cui si è dovuto replicare. Flash accesi durante le prove e all’esterno ma rigorosamente spenti durante le scene all’interno. Solo così si è riusciti a non “inquinare” l’atmosfera dell’epoca. Poche luci di scena, infatti, riuscivano a malapena ad illuminare gli ambienti. “
Intervista a Concetta Cataldo presidente dell’Ass.ne ATEPA

Intervista all’attore Giorgio Villa

Il polidramma – ci dice il regista Michele Albano autore anche dei testi –  è una scelta tecnica drammaturgica di grande coinvolgimento del DSC_6605pubblico. Non c’è una separazione tra chi recita e chi fa parte del pubblico ma ciascuno diventa elemento importante nella realizzazione e nel raccontare la storia”. A dare vita alla rappresentazione circa 70 elementi tra attori, comparse e tecnici. Ruolo di primo piano per l’Associazione “Teatro della parola” – ATEPA –  la cui presidente, Concetta Cataldo, ci dice che per calarsi nei personaggi, si ricorre oltre che alle prove anche allo studio delle sacre scritture.
Un successo, dunque, per questa ennesima fatica di Michele Albano, per l’Associazione ATEPA e per tutti coloro che in un modo o nell’altro, hanno contribuito alla riuscita di una rappresentazione, originale e coinvolgente, che ricorda uno dei  momenti biblici più noti al  mondo.
Intervista a Emanuela Arena dell’Ass.ne “Teatro della parola”

 
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