Londra. Davanti Ambasciata manifestazione a sostegno dei magistrati

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Londra magistratiSabato 15 Settembre 2012 alle ore 14:00 a Londra, nei Pressi dell’Ambasciata Italiana in Grosvenor Square N.4, si è tenuta una manifestazione a favore dei magistrati delle Procure di Palermo e Caltanissetta alla luce dei recenti attacchi e del clima di delegittimazione a cui sono sottoposte suddette procure.

La manifestazione e’ informata dall’appello “Sosteniamo chi combatte la mafia”.

Durante la manifestazione, vi sono state le letture di “Lettera al Caro Paolo” – già letta da Roberto Scarpinato alla commemorazione del ventennale della strage di Via d’Amelio.

Questo l’appello della manifestazione davanti l’Ambasciata Italiana a Londra.

APPELLO

Le procure di Palermo e Caltanissetta sono oggetto di un attacco volto a delegittimarne e tacitarne l’operato.

Organi istituzionali, partiti politici e mezzi di comunicazione paiono animati dall’intento di smantellare l’unica arma democratica di lotta alla Mafia: l’accertamento della verità.
Ricordiamo alcuni fatti eclatanti in questo senso:
1) Il sollevamento del conflitto d’attribuzione dinanzi alla Corte Costituzionale nei confronti della Procura della Repubblica di Palermo da parte dell’Avvocatura di Stato a seguito delle intercettazioni del “caso Mancino”;
2) La richiesta di procedimento disciplinare nei confronti del Procuratore capo di PalermoFrancesco Messineo e del suo sostituto, Nino Di Matteo, titolare dell’inchiesta sulla trattativa stato-mafia per l’intervista rilasciata a Repubblica sulle telefonate Mancino-Napolitano;
3) L’apertura di una pratica di trasferimento per incompatibilità ambientale nei confronti del procuratore generale di Caltanissetta, Roberto Scarpinato, come conseguenza della sua lettera aperta “al caro Paolo” in occasione del ventennale della strage di via d’Amelio.
Infine i continui attacchi di politici, giornalisti e presunti esperti che azzardano voli pindarici sulla Costituzione con il solo intento di infangare la reputazione delle Procure di Palermo e Caltanissetta.
Stiamo assistendo ad un ribaltamento della realtà per cui i magistrati che stanno indagando sulla trattativa stato-mafia e sulle stragi del ’92 vengono presentati come nemici dello Stato.
Questo clima di delegittimazione sta portando le Procure antimafia ad un pericoloso isolamento

NOI non ci stiamo

NOI consideriamo i magistrati delle Procure di Palermo e Caltanissetta fedeli servitori dello Stato.

NOI non abbiamo la memoria corta.

NOI non dimentichiamo il clima di calunnia e isolamento cui furono sottoposti Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Giovanni Falcone, prima della sua morte scriveva:
«…Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande… In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere…».

NOI non vogliamo che la storia si ripeta.

NOI cogliamo e facciamo nostro l’appello di Antonio Ingroia:
“…Chi lavora per fare luce sugli anni delle stragi e della trattativa stato-mafia non solo non ottiene sostegno, ma è lasciato da solo: in un paese normale le istituzioni e la società si stringerebbero attorno ai magistrati e li sosterrebbero in questo compito difficile…”

NOI sosteniamo le Procure di Palermo e Caltanissetta.

NOI siamo con LORO

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