Lo scontro al Consorzio Universitario. Giammusso tira dritto ma i soci potrebbero autoconvocare l’assemblea per le nomine

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Ha annunciato una conferenza stampa per domani pomeriggio per spiegare le ragioni degli atti approvati dal direttivo nonostante la diffida pervenuta dal Comune, dall’Asp e dal Cefpas, ma soprattutto per illustrare i numeri della gestione degli ultimi tre anni. Così il presidente del Consorzio Universitario, Emilio Giammusso, annuncia una replica al polverone alzatosi dopo la diffida intimata dagli enti soci, ad eccezione della camera di commercio, a intraprendere azioni, e approvare atti, da parte del Cda ormai scaduto un anno addietro e non ancora rinnovato.

Il direttivo, guidato dal presidente uscente Emilio Giammusso, ha proceduto all’approvazione dei punti all’ordine del giorno fissati in una riunione convocata martedì pomeriggio, nonostante una diffida fatta pervenire dai soci del Consorzio ad eccezione della Camera di Commercio di Caltanissetta. Scaduti gli organi direttivi nella primavera di un anno fa, secondo i soci rappresentati da Comune, Cefpas, azienda sanitaria provinciale e Libero consorzio, il direttivo non potrebbe adottare gli atti in discussione, soprattutto se questi ricadono sull’assetto gestionale e su modifiche statutarie per le quali va convocata l’assemblea. In particolare si trattava di deliberare l’opposizione al decreto assessoriale emanato dagli assessori regionali al bilancio Alessandro Baccei e alla formazione, Bruno Marziano, che impone un nuovo tipo di governance dei consorzi universitari siciliani, in capo alle Università e non più solo al territorio.

Nella lettera di diffida inviata dai direttori generali dell’Asp, Carmelo Iacono e del Cefpas, Angelo Lomaglio, dal sindaco Giovanni Ruvolo e dal commissario della provincia, Rosalba Panvini, si chiedeva di convocare l’assemblea dei soci per nominare il nuovo Cda, prima di deliberare atti e promuovere azioni. Nella lettera si “diffida dal convocare il cessato consiglio direttivo, atteso che detto organo, così come il presidente, non risultano essere stati rinnovati dall’Assemblea e pertanto sono decaduti dai poteri ad essi attribuiti dallo Statuto”. Un’intimazione che alcuni leggono come il segno della contrapposizione per la definizione delle nuove nomine ma che rappresenta anche la volontà di evitare uno scontro istituzionale con l’Università di Palermo che sotto il profilo gestionale entrerebbe per la prima volta dentro il Cda del Consorzio.

Di diverso avviso il presidente del consorzio universitario nisseno, Emilio Giammusso, sostenuto dagli altri componenti del direttivo uscente, l’ex sindaco Michele Campisi, il segretario della Cisl, Emanuele Gallo, l’ex commissario della Provincia, Damiano Livecchi e l’ex provveditore di Perugia, Salvatore Miccichè.

In attesa che le nomine siano completate e il nuovo Cda insediato, secondo i vertici del Consorzio, il direttivo uscente avrebbe tutta la legittimità di intraprendere azioni che riguardino la normale amministrazione e le situazioni di emergenza. E rientrerebbe in questa seconda tipologia il ricorso avverso il decreto assessoriale che impone una nuova governance sotto il controllo dell’Università. Norma che secondo i vertici del Consorzio, “priverebbe il territorio nisseno dell’autonomia gestionale, della pianificazione strategica e dell’interesse didattico”, ha detto Giammusso.

“Il direttivo non può entrare nel merito in materia di assetto e modifiche statutarie. Pare strano che si prenda la decisione senza sentire i soci, non si può pensare che un Cda non più legittimato possa incidere su decisioni strategiche per il futuro”, spiega invece il direttore del Cefpas, Angelo Lomaglio.

Il decreto assessoriale prevede un Cda con cinque componenti di cui tre nominati dall’università, uno dalla Regione e uno dagli enti partner del Consorzio, che oggi esprimono invece la totalità delle nomine.

La vicenda della Governance era stata al centro di un’audizione dello stesso Giammusso, in rappresentanza dei Consorzi universitari, in commissione bilancio all’Ars, nel marzo scorso. Ma il 9 giugno è stato pubblicato il decreto assessoriale Baccei/Marziano, che ha rimesso tutto in discussione. A pochi giorni dal suo insediamento, il Rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari, in visita a Caltanissetta, aveva lasciato intendere che le sedi distaccate dell’Università avrebbero dovuto essere più strettamente connesse con i vertici degli organi accademici. “Università è anche università del territorio – aveva detto Micari due anni fa – Palermo agisce su Agrigento, Trapani e Caltanissetta, bacini di giovani e intelligenze che non possiamo che coltivare, permettendo la crescita del territorio. Ma università del territorio non può e non deve essere soltanto lezioni, e basta”.

A questo punto i soci del Consorzio universitario, in assenza di una convocazione dell’assemblea da parte del presidente Giammusso, potrebbero a norma di statuto auto convocare l’assemblea per procedere al rinnovo del Cda.

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