Lo scatto che indigna: tonnellate di amianto nella miniera Trabonella. Due anni fa era stata completata la bonifica

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“Da una parte con soldi nostri si vanno a bonificare le strutture in amianto delle miniere, dall’altro la miniera si riempie di amianto”. E’ l’amara constatazione di Amedeo Falci, ingegnere e ambientalista della prima ora (nonché ex assessore comunale di Caltanissetta), autore dello scatto che sta facendo molto discutere sui social in cui si testimonia l’attività massiva di abbandono di amianto presso l’ex miniera di Trabonella. Soprattutto recipienti e tettoie in eternit in grande quantità. Soltanto due anni fa si era completata la bonifica effettuata da parte del Comune con un esborso non indifferente, più di 500 mila euro. In quel caso sono state rimosse le coperture della miniera realizzate in amianto in un epoca in cui non si conosceva il potenziale inquinante e dannoso per la salute di questo materiale. Adesso l’amianto ritorna sotto forma di rifiuti massivamente abbandonati.

“Giro molto e domenica abbiamo deciso di fare una passeggiata alla miniera Trabonella che frequento da sempre. Spesso vado lì per vedere le strutture. Stavolta quello che mi ha sorpreso, pur essendoci sempre state discariche, è stata la presenza dei rifiuti in amianto e sfabricidi frutto di un’attività sistematica di abbandono”. A prima vista non si tratta dell’azione di singoli cittadini indisciplinati piuttosto di un’azione organizzata probabilmente a scopo di lucro visti gli alti costi di smaltimento.

“E’ stata riempita di amianto e altri rifiuti la vasca dell’impianto di flottazione che è stata così rovinata con danni alle murature, alla struttura e al telaio in ferro. Speriamo che questa foto serva per fare riflettere e prendere iniziative come il controllo a distanza ma dobbiamo collaborare tutti perché tutti ne abbiamo la responsabilità. Siamo abituati a non parlare, magari vediamo anche la macchina e la targa ma denuncia non ne facciamo. Il Comune ha speso tantissimi soldi e continuerà sempre a spenderli per smaltire e bonificare l’amianto. Andare lì significa vedere un paesaggio inospitale tra i relitti dei fabbricati, discariche ovunque e azioni furtive”.

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