L’Istituto “S. Mottura” celebra la Giornata internazionale della donna. “La Scuola può fare molto”

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Anche quest’anno l’ I.I.S.S. “S. Mottura” di Caltanissetta ha voluto celebrare la “Giornata internazionale della donna”. Una giornata di festa, sì, ma soprattutto di riflessione e di impegno perché se tante conquiste sono state fatte e tanti traguardi sono stati raggiunti, è altrettanto vero che ancora molto c’è da fare. I dati sono allarmanti e ci mostrano un
volto poco edificante del nostro paese: in Italia ogni 15 minuti una donna è vittima di violenza nelle sue diverse declinazioni (fisica, verbale, psicologica), con una recrudescenza dei femminicidi che, nei mesi del lockdown, sono addirittura triplicati (Viminale/Istat 2020). L’incontro, fortemente voluto dal Dirigente Scolastico prof.ssa Laura
Zurli e organizzato dalla Referente prof.ssa Stefania Mastrosimone in collaborazione con il
prof. Fernando Barbieri, ha coinvolto le classi terze dell’Istituto e ha visto la partecipazione
della dott.ssa Anna Giannone del centro antiviolenza “Galatea e Il Tulipano” di Caltanissetta, la quale ha evidenziato come nel nostro territorio il retaggio di una cultura patriarcale ancora diffusa pesi fortemente sulla situazione della violenza sulle donne. Una situazione che si è notevolmente aggravata in questo periodo di emergenza sanitaria che ha costretto molte donne a restare chiuse in casa con i loro aguzzini, rendendo, in tal modo, più difficile la loro richiesta di aiuto.
Il nostro ruolo – ha affermato la dott.ssa Giannone – è quello di creare una coscienza del fenomeno per far comprendere, soprattutto ai giovani, come identificare ed evitare una relazione sbagliata”. Anche la Questura di Caltanissetta ha prontamente sposato l’iniziativa del nostro Istituto, offrendo un suo prezioso contributo. Durante l’incontro, infatti, è stato condiviso un video-intervento realizzato per l’occasione dall’Ispettore Capo della Questura di Caltanissetta, dott.ssa Nadia Lumia, responsabile della sezione misure di prevenzione della Divisione Polizia Anticrimine.
La violenza di genere – ha affermato la dott.ssa Lumia – si nutre della stessa angoscia che provoca alle vittime. La vergogna di denunciare, di riferire dettagli intimi della propria vita, la paura di essere giudicate, il timore di ripercussioni… tutto ciò rende più difficoltoso l’intervento delle forze dell’ordine”. L’ Ispettore Capo ha poi ricordato come la Polizia di Stato, negli ultimi anni, abbia attivato una serie di iniziative, come la campagna “Questo non è amore” avviata nel 2016 e il protocollo E.V.A. (Esame Violenze Agite), volte a rafforzare la prevenzione di reati in ambito familiare e affettivo. Inoltre, per aiutare le donne nel periodo di emergenza epidemiologica, l’applicazione della Polizia di Stato “Youpol” è stata estesa anche ai reati di violenza che si consumano tra le mura domestiche.
Nel corso dell’incontro è stato, inoltre, mostrato un cortometraggio realizzato dagli alunni del nostro Istituto, seguiti dalla prof.ssa Debora Di Pietra, il cui obiettivo è quello di far capire che le discriminazioni fra uomo e donna presenti in ambito lavorativo affondino, molto frequentemente, le loro radici nella mentalità dei ragazzi adolescenti nelle varie scuole. E la scuola, spazio privilegiato per la formazione, l’educazione e la crescita globale della persona, svolge un ruolo essenziale nel combattere tale forma mentis: “La parità di genere – ha affermato la Referente prof.ssa Stefania Mastrosimone – può essere raggiunta promuovendo una cultura di genere, una cultura civica, attiva e partecipata che educhi alla parità e alla non discriminazione e che abbatta il muro degli stereotipi, dei pregiudizi e dei retaggi culturali ancora presenti in diversi ambiti, attraverso una corretta educazione e opera di sensibilizzazione il cui insegnamento deve partire proprio dalla scuola”.
Il Dirigente Scolastico prof.ssa Laura Zurli, dopo avere ringraziato la dott.ssa Anna Giannone e l’Ispettore Capo della Questura di Caltanissetta Nadia Lumia per il loro prezioso contributo, nel considerare l’opera meritoria delle Forze dell’Ordine e del centro antiviolenza “Galatea e il Tulipano” che rappresenta un perno fondamentale per la lotta, il contrasto, la prevenzione e la protezione delle donne dalla violenza maschile, ha sottolineato l’importanza del lavoro di squadra e del sistema di rete per la sensibilizzazione culturale, la formazione, l’implementazione di politiche sociali ed educative adeguate e rispettose della dignità e dei diritti umani delle donne.
E qui la scuola può fare molto – ha affermato il Dirigente Scolastico Laura Zurli – nel non far mancare il rispetto della differenza che invece, spesso, è ricondotto al sistema di un potere forte su un potere debole. Sono ancora troppe le famiglie incolpevoli, colpite a morte, sulle quali cade la violenza di un padre, di un ex compagno, di un marito; sono ancora troppe le donne che vengono ogni giorno abusate. E allora questo significa fare squadra, creare un sistema di rete tra Centri antiviolenza, Forze dell’Ordine, Scuola, Sanità, insieme a tutta la legislazione e la giurisprudenza che si sono evolute, in modo tale che veramente tutti insieme si possa dire, all’unisono, NO MORE”.

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