“L’isola pedonale non si tocca”. Al vaglio tre ipotesi da parte dell’amministrazione

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Piano traffico per il centro storico, in vista dei lavori della Grande Piazza in corso Vittorio Emanuele. Martedì la decisione finale, al vaglio due ipotesi da parte dell’assessore Amedeo Falci e del sindaco Giovanni Ruvolo.

DSCN3876-300x225C’è chi vuole lasciare tutto com’è, in realtà chiedendo un passo indietro all’amministrazione comunale. Chi chiede invece di invertire il senso di marcia, creando un anello intorno al centro storico a partire da via Maddalena Calafato che verrebbe percorsa al contrario. Di sicuro l’amministrazione sembra intenzionata a mantenere l’isola pedonale di corso Umberto.

E’ infuocato il dibattito sul piano del traffico in centro storico a Caltanissetta, nell’imminenza dei lavori della Grande Piazza che partiranno nelle prossime settimane e la cui consegna formale dei lavori è comunque prevista per il primo settembre prossimo. Il tema è la chiusura al transito di corso Vittorio Emanuele che sarà interdetto a partire dall’altezza di via XX Settembre fino all’incrocio con corso Umberto.

Dopo la Confcommercio, anche la Confesercenti chiede che in occasione dei lavori venga soppressa l’isola pedonale in corso Umberto, attualmente in vigore dal Palazzo municipale fino a via Auristuto. Per il presidente di Confesercenti Lillo Randazzo alcuni negozi hanno già spostato la sede.

In questi giorni l’assessore alla mobilità, Amedeo Falci, sta discutendo le possibili soluzioni con la Polizia Municipale e martedì pomeriggio sarà presa una decisione definitiva sul piano traffico in centro storico.

Le soluzioni al vaglio sono due, spiega l’assessore Amedeo Falci, con delega alla mobilità urbana. La prima prevede, come detto, l’inversione di marcia di via Maddalena Calafato, che le auto imboccherebbero da via Rosso di San Secondo, per attraversare il centro in direzione Santa Lucia e infine arrivare in via Re D’Italia per giungere nel “nodo” Badia, prima del parcheggio di via Medaglie d’Oro. Ma i problemi su tale ipotesi sono troppi. Economici, organizzativi e soprattutto di traffico. Perchè si dovrebbe acquistare tutta la segnaletica nuova, si dovrebbero impiegare numerosi vigili con super lavoro, si dovrebbe cambiare tutta la viabilità secondaria e infine, ma non per ultimo, il nodo Badia su cui convoglierebbero tre arterie, la via Xiboli, la via Re D’Italia e il corso Vittorio Emanuele per le auto che dalla Camera di commercio si dirigono in quella direzione. Insomma si rischierebbe di creare un imbuto con un’operazione peraltro costosa.

La seconda soluzione al vaglio prevede di mantenere il senso di marcia delle auto uguale a quello odierno e consentire l’accesso a via Berengario Gaetani, che sarebbe una delle più penalizzate dalla chiusura di corso Vittorio. L’accesso a via Berengario Gaetani sarebbe garantito da Piazza Calatafimi e quindi da Corso Umberto. Una soluzione che sarà comunque illustrata nel dettaglio dopo la riunione di martedì pomeriggio a Palazzo del Carmine con i responsabili alla viabilità della Municipale.

Ci sarebbe sul tavolo anche una terza ipotesi, sulla quale, pare, l’amministrazione creda di meno. Ovvero una sorta di by pass, in Redentore, per chi è diretto verso la chiesa di Santa Lucia e quindi in corso Umberto, che potrebbe proseguire dritto e non più essere obbligato a svoltare per via Calafato, il cui senso di marcia rimarrebbe inalterato. Questa soluzione consentirebbe alle auto di raggiungere il centro storico evitando l’imbuto che diventerebbe il “nodo” Grazia con la chiusura parziale di corso Vittorio.

Sebbene a prima vista quest’ultima soluzione sembrerebbe poco risolutiva, ad un’analisi più approfondita, non sarebbe da scartare a priori. Appare poco risolutiva per i nisseni abituati a recarsi in centro storico dal  “nodo Grazia”, ma eviterebbe l’isolamento del quartiere Santa Lucia. Un by pass potrebbe collegare anche la via Berengario Gaetani. Dovrebbero cambiare le consuetudini degli automobilisti che per recarsi in centro potrebbero utilizzare il viale Trieste. Si creerebbe il famoso “anello” pur senza cambiare direzione di marcia in via Maddalena Calafato.

Di certo, ogni decisione che verrà presa scontenterà qualcuno perché si tratta comunque di sacrifici che l’assessore Falci puntualizza però essere limitati nel tempo, tre o quattro mesi al massimo.

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