“L’invenzione della Sicilia”. Alla Scarabelli si presenta il testo di Matteo Di Gesù

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Sabato giorno 7 maggio, alle ore 17.30, presso la Biblioteca Scarabelli si presenta il nuovo testo di Matteo Di Gesù, “L’invenzione della Sicilia. Letteratura, mafia, modernità”.
L’evento si inserisce all’interno della manifestazione Scartabellando, tra marionette, nani e giganti organizzata di concerto dall’Assessorato alla Creatività e Cultura e dal Comitato Librariamente, artefice dell’evento letterario annuale “Sicilia dunque penso” di cui è in corso di elaborazione la terza edizione.
LOCANDINA-SCARTABELLANDO-5-aprileMatteo Di Gesù, italianista dell’Università degli Studi di Palermo, di cui si presenta questa interessante pubblicazione, è un critico militante che già nel lavoro precedente (Una nazione di carta. Tradizione letteratura e identità italiana, Roma, Carocci, 2013) poneva il fattore identitario nazionale in termini aleatori e fortemente dipendenti da una tradizione letteraria secolare formalizzata in un solido canone di riferimento che ne attenuava la lacunosità sul fronte della comune storia politica e civile. In questo nuovo volume, che si compone di una serie di saggi pubblicati nell’arco di un decennio, il tema diventa quello della costruzione di un’ambigua identità siciliana, consegnata all’opinione pubblica nazionale fin dai primi anni postunitari, e cristallizzata in una rappresentazione oleografica periodicamente confermata da gravi episodi che grande suggestione provocano nell’opinione pubblica nazionale.
Stabilire quale sia l’oggetto e cosa si intenda per “letteratura siciliana” è il problema da cui il volume prende le mosse, e non per difetto di elementi, piuttosto per una loro sovrabbondanza. La fatidica domanda messa in bocca da Sciascia all’illuminista vicerè Caracciolo, in procinto di lasciare l’Isola, su come si possa essere siciliani non riesce infatti a trovare una risposta compiuta. Da qui le diverse declinazioni letterarie di un’identità problematica, perchè impossibile da definire in termini univoci, che vanno dalla “sicilitudine” sciasciana alla “isolitudine” bufaliniana. Tuttavia, attraverso il riferimento all’esemplare lezione metodologica di Giarrizzo, Di Gesù rileva fin dalle prime battute l’ambiguità di qualsiasi categoria letteraria che rischi di scivolare in un’interpretazione essenzialista ed autoreferenziale. Non a caso, il volume si apre con l’analisi della figura e dell’opera di Di Blasi, che pur immersa nel contesto siciliano con le sue peculiari problematiche (la lotta alla feudalità), conferma una straordinaria capacità di adesione ad una cultura di ampio respiro, ed in particolare agli esiti più avanzati dell’illuminismo europeo.
Per la sua collocazione interdisciplinare, presenterà il volume il prof. Fabrizio La Manna, dottore di ricerca in Storia moderna presso l’Università degli Studi di Catania.
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