“Linea Verde” fa tappa a Delia e Canicattì. Pesche, albicocche, uva e un territorio straordinario

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Al via domenica 31 luglio il primo di tre appuntamenti televisivi realizzati da Linea Verde, il programma itinerante di Rai 1 condotto da Patrizio Roversi. Protagonisti, questa volta, l’uva di Canicattì e le pesche di Delia.

Ad annunciarlo il presidente del Consorzio dell’Uva di Canicattì, Vincenzo Di Piazza. Le altre due puntate – fa sapere Di Piazza – verranno mandate in onda il 21 e il 28 agosto.

Canicattì e Delia al centro quindi di una narrazione, quella televisiva, che da anni vuole tutelare e valorizzare le eccellenze agroalimentari, i suoi prodotti, la sua biodiversità, ciò che ci distingue e ci fa apprezzare nel mondo. Insomma il “made in Italy”. In questo caso il “made in Sicily”.

<<Quella di Rai 1 è una vetrina importante – ha fatto sapere il sindaco di Delia Gianfilippo Bancheri. Il nostro è d’altra parte un territorio meraviglioso e per certi versi straordinario. Un territorio dove la presenza di molti fattori ambientali e saperi locali, sapientemente tramandati, fanno si che possano nascere prodotti come l’uva di Canicattì, le pesche e le albicocche di Delia. Prodotti dalla qualità eccelsa che ci offrono un gusto unico e che riescono a parlarci anche della nostra storia e della nostra cultura>>.

Le riprese sono state girate dapprima a Canicatti, dove la troupe di Patrizio Roversi è stata ospite di un’azienda viticola dove era “il diradamento degli acini dell’uva”.

<<Il diradamento degli acini ha detto – il presidente del Consorzio Vincenzo Di Piazza – è un’operazione delicata e complessa, ed è stata ben documentata dalla troupe di Roversi. Si tratta di una pratica artigianale, effettuata manualmente nella conduzione del vigneto e che viene svolta con grande maestria e perizia da personale altamente specializzato. Ciò comporta da un lato un significativo aumento dei costi per le aziende, dall’altro una qualità produttiva di altissimo livello>>.

La troupe è andata poi a Delia per visitare due aziende locali dove erano in corso la raccolta e il confezionamento delle albicocche e dove sono state effettuate delle interviste che hanno evidenziato oltre al valore del prodotto alcune problematiche del settore, traino dello sviluppo economico del comprensorio.

<<Ho indicato a Roversi il territorio e le pesche di Delia – ha detto Di Piazza – spinto da due motivi. Primo perché il comune di Delia è socio onorario del Consorzio per la tutela e la promozione dell’uva da tavola Igp di Canicattì. E poi perché è in corso la richiesta del riconoscimento del marchio Igp della pesca di Delia. Quello delle pesche di Delia è un comparto che ha rappresentato una valida coltura di sostituzione del vigneto. Ma anche una realtà produttiva da affiancare ai vigneti per la diversificazione colturale. Quanto basta per affermare un principio fondamentale. Quello di fare sistema. Un principio che deve stare alla base dello sviluppo dei nostri territori >>. Ufficio Stampa/Giovanni Proietto

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