L’incontro al quartiere Angeli. L’architetto Milazzo: “Positiva esperienza, chi può traduca presto in fatti”

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Aderendo all’invito di Marina Castiglione e Piero Cavaleri, insieme ad alcuni colleghi professionisti, alcuni dei quali con esperienze amministrative, abbiamo apprezzato, con fortunatamente rari distinguo, un clima di proattività, concretamente indirizzato all’individuazione di soluzioni a favore della ricostituzione di un identità urbana, inficiata dalla crisi economico sociale, rivelatasi più duramente afflittiva nei territori di per sé deboli come il nostro.

La presenza di un tessuto sociale vivo, individua, non solo il quartiere Angeli ma tutto il centro storico nisseno come la tela ideale dove imprimere i colori di un virtuoso modello esistenziale, fondato su valori antichi, ma da fruire con qualità moderna.

Registriamo (finalmente) che l’Ufficio Tecnico del Comune si riattiva ad esprimere proposte, certamente suscettibili di cogliere diversi punti di vista, ma in ogni caso indirizzate ad un contributo al miglioramento della qualità della vita.

Ma ancora finalmente, è stata percettibile, da parte degli Organizzatori dell’evento, anch’essi ex Amministratori, la volontà inclusiva, scevra da appartenenze politiche ed effimere paternità di progetti, di raccogliere contributi positivi dalle intelligenze ed esperienze presenti nel tessuto istituzionale, professionale e sociale.

Il modello è positivo, ed è auspicabile che l’esperienza si ripeta e venga estesa, anche con iniziative di diversa provenienza. Non importa né chi né come, ma “cosa” e per “chi”, dove “cosa” sta per risultati e “chi” sta per città e cittadini, ognuno affrancato da ormai decontestualizzate esigenze di estemporanea visibilità.

Ciò naturalmente, sarà significato dalle azioni di chi amministra, il quale, per primo deve arretrare dal proprio personale sentire, a favore del sentire comune, nel dovere etico della rappresentanza.

Andrea Milazzo

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