A lezione con le coperte. Al Liceo Classico ancora niente riscaldamenti e alla Provincia manca pure la carta

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Non è bastato un corteo con migliaia di studenti in piazza a manifestare il proprio disagio per la mancata accensione dei termosifoni nelle scuole nissene. Risolto in extremis il problema in quasi tutti gli istituti scolastici della Provincia di Caltanissetta, grazie ad anticipazioni di cassa delle singole scuole sulla fornitura del metano o su piccole manutenzioni (soldi che il Libero Consorzio, ex Provincia, erogherà poi a febbraio 2017) rimangono pochi istituti al freddo.

Siamo nell’anno 2016, dicembre inoltrato, e il freddo si fa sentire. Il problema dei termosifoni spenti al Liceo Classico Ruggero Settimo di Caltanissetta è diventato insostenibile. I ragazzi fanno lezione con le coperte addosso ed oggi hanno manifestato nel cortile della scuola tutto il loro disagio. Frenetici i contatti tra la dirigente dell’Istituto Irene Maria Collerone con i vertici della Provincia e con la Prefettura, così come quelli degli stessi dirigenti della Provincia con il Prefetto Maria Teresa Cucinotta a cui si erano rivolti i ragazzi nella manifestazione del 22 novembre scorso.

Al Ruggero Settimo il problema non è il gas metano, ma una caldaia su cui necessitano interventi per 7 mila euro.

La questione, nelle ex province lasciate allo sbando dal governo regionale, non è solo economica mentre va detto che anche i dipendenti dell’ex Provincia sono al freddo, senza riscaldamenti negli uffici.

“Abbiamo risolto tutte le situazioni nelle scuole”, spiega la dirigente del settore Edilizia, patrimonio immobiliare e protezione civile del Libero Consorzio di Comuni di Caltanissetta, Giulia Cortina. “Al Liceo Classico l’intervento è più complesso perchè si devono acquistare dei pezzi di ricambio che non erano preventivati. Ho destinato, pur in presenza dei noti problemi finanziari, un funzionario che da sempre si occupa di appalti ed è stato distaccato per fare un appalto importante sulla pulizia e con lui abbiamo trovato una soluzione per la Scuola”. Già domattina sarà approvato il primo di due atti amministrativi, con cui la dirigente potrà prendere formalmente atto della situazione di emergenza a cui seguirà una determina che consentirà l’affidamento diretto dei lavori per la caldaia della scuola in somma urgenza.

Oltreché economico, e su questo non c’è dubbio visto che l’Ente non eroga più i buoni pasto ovvero ha grandi difficoltà anche a pagare un’ora di straordinario per un funzionario da distaccare per le emergenze, c’è un problema connesso all’applicazione del nuovo codice degli appalti che vieta il frazionamento delle gare. La Provincia deve bandire una gara d’appalto unica (e quindi molto consistente in termini finanziari) per tutte le caldaie degli edifici dell’Ente, quindi tutte le scuole, gli uffici e gli immobili di pertinenza.

Non solo studenti, quindi, ma anche dipendenti infreddoliti nelle stanze del Libero Consorzio. Inoltre non c’è gasolio per far camminare le auto usate dai dipendenti che svolgono importanti servizi esterni per l’ente, a volte mancano fotocopiatrici, stampanti e persino la carta.

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