L’ex assessore Giuseppe Firrone: “Chiudete il libro dei sogni. Complicato? no semplice”

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(Riceviamo e pubblichiamo)

Tutto il pasticcio comincia da un maestoso autoinganno, che si dispiega come un grande imbroglio: la tesi che il sistema civico solidale partecipativo, che la nostra comunità ha scelto con Ruvolo, avrebbe funzionato molto meglio del sistema tradizionalmente partitico. Il ritornello sulla svolta di rinascita partecipativa, e solidale ripassa dal 2014 circa dieci volte al giorno. Ma ciò non è bastato. Di fatto, la “Sognopoli” , la città dei sogni ruvoliani, non ci ha salvato dai guai: anzi li ha resi più insolubili. Ed oggi, dopo circa tre anni e mezzo di sonnambulismo il PD, gamba centrale del sistema “Sognopoli” si accorge che non può tramutare i sogni in realtà e che nonostante i loro sforzi per restare al potere, adesso prendono atto che il Sindaco è stato solo un burlone che abbaiava alla luna. Ma l’amara verità è che fino a ieri il PD è stato un complice, anzi un attore intrinseco del disastro Ruvoliano, attuando un gioco politico cieco al cospetto dei fatti, perchè ha rifiutato di vederli, e sordo al buon senso della logica delle responsabilità istituzionale perchè ha rifiutato di sentirla. Dunque, ora c’è da chiedersi a cosa potrà servire mantenere, facendo galleggiare ancora la grande illusione o la grande menzogna di questo governo cittadino minoritario che di fatto non c’è mai stato? E’ vero, in politica si dialoga per negoziare un compromesso, un incontro a mezza strada sempre è solo per il bene della propria comunità. E allora le domanda sono: questa mezza strada dopo il fallimento di Ruvolo può esistere per il bene comune? Come si fa a dialogare con un sordo? E cioè con un finto dialogante che si rifiuta di ascoltare e che evita sistematicamente di rispondere voltando le spalle? Me lo chiedo, perchè il dibattito sulla mozione di sfiducia si è soffermato sulle accuse del PD che si è accorto come per magia, di una sistematica conduzione amministrativa di anticiclica partecipazione, di un sindaco supponente, accentratore e soprattutto sordo al dialogo. Finalmente direi! E’ di tutta evidenza allora, che non c’è altra strada alla mozione di sfiducia, perché pensare alle dimissioni spontanee del sindaco o arrivare al dialogo con esso appare sostanzialmente infondibile e velleitario. L’esperienza civica di Ruvolo di fatto è terminata, è già politicamente morta e sepolta, nonostante ancora alcuni, forse sperano che dialogando, dialogando, si potrà benissimo arrivare ad un “compromesso”, l’opposizione, che si lascia mangiare dalla pseudo maggioranza e cioè che legittima la continua presa in giro del progetto ruvoliano in cambio della continuità alla poltrona istituzionale, con la scusa di provare ancora a cambiare verso. Ma questo però non è un compromesso per il bene della propria comunità, ma un’attuazione della dottrina dell’inciucio. Si, perchè quando la maggioranza è vera, e lavora bene, allora governa e l’opposizione critica (senza pretendere di abbattere il governo della città). Ma quando la maggioranza non c’è e compie disastri, allora la via dell’accordo del compromesso non è percorribile. Tuttavia, ancora si registra per alcuni, che esiste la voglia di mantenere solo rendite di posizioni personali infischiandosene del bene comune, allora capita così che il compromesso diventi un’altra cosa, una conseguenza di manovre poco chiare, un intrallazzo, una combinazione sottobanco, un mettersi d’accordo di nascosto tra opposti schieramenti ovvero un vile inciucio, un becera alternativa, che di fatto non cambierà la certezza del fallimento di questa amministrazione. Il solo percorso possibile è di accettare la realtà di un sindaco inadeguato e di un sistema “sognopoli” finito o fallito, che non potrà mai funzionare come tale. Complicato? No semplice. Chiudete il libro dei sogni, sarà triste ma facile.

Caltanissetta 17/11/2017

Ex Assessore Peppe Firrone

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