Lettera degli operatori del Cara di Pian del Lago. “Chiusura non è soluzione, servono azioni contro ghettizzazione”

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“Con la presente vogliamo, innanzitutto, esprimere una condanna unanime, ferma e decisa, contro l’atto indegno e inaccettabile perpetrato da sette stranieri nei confronti della studentessa e, naturalmente manifestare piena solidarietà e vicinanza alla ragazza che ha subito questa atrocità.

Tuttavia, ci sembra opportuno respingere gli attacchi gratuiti, generalizzati e populisti contro il Centro di Accoglienza e contro il nostro lavoro e la nostra professionalità che niente hanno a che fare con quanto accaduto”. Lo affermano in una lettera in redazione alcuni operatori del Centro d’accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo politico di Pian del Lago.

“E’ deprecabile che questo grave episodio di violenza venga strumentalizzato da qualche politicante per cavalcare l’onda del momento e per raccogliere voti futuri e visibilità”.

“È, invece, legittimo – prosegue la nota – che la comunità nissena esiga più sicurezza, più serenità e più vivibilità in città”.

“A quanti chiedono la chiusura del CARA si può obiettare dicendo che non è la soluzione più efficace per risolvere il problema. Infatti il Centro di Accoglienza permette un’immediata identificazione dell’immigrato. Sarebbe più auspicabile intraprendere, piuttosto, soluzioni quali: più controlli sul territorio; pene severe e certe; più potere di intervento alle nostre forze dell’ordine; azioni di contrasto contro la ghettizzazione dei quartieri centrali, fenomeno sociale legato alla mancata stipula di contratti di locazione per ottenere guadagni facili”.

“Non serve puntare il dito o colpevolizzare il Centro governativo che, nel rispetto della normativa vigente sull’immigrazione, dà accoglienza ai rifugiati ed effettua espulsioni verso coloro i quali non hanno diritto all’asilo o sono irregolari”.

“Bisognerebbe altresì sfatare alcune false notizie sul CARA, come ad esempio che il costo della gestione del Centro gravi sul Comune di Caltanissetta o che gli utenti ricevano un contributo giornaliero in denaro, che aumenta ad ogni passaparola”.

“Infine va evidenziato che il CARA dà lavoro a molte persone ed è fonte di reddito anche per alcune imprese locali che vi offrono i loro servizi”, concludono gli operatori del Centro di Accoglienza.

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