Lettera aperta di Giovanni Italia, sulla querelle impianti sportivi: "Che tristezza"

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Le tariffe, stabilite da Palazzo del Carmine, sull’utilizzo delle strutture sportive nel capoluogo nisseno ha innescato una polemica nel mondo dello sport. Cinque società calcistiche si sono fermamente opposte alle tariffe ed hanno messo in cantiere una serie di manifestazioni di protesta. Sull’argomento è intervenuto anche Giovanni Italia, gloria calcistica nissena, alla guida della CL Calcio, uno dei sodalizi che ha protestato contro le decisioni dell’Amministrazione. Riportiamo di seguito il contenuto della lettera.

Che tristezza,

 l’ assessore allo sport del comune di Caltanissetta ed alcune  società sportive non si comprendono, nonostante entrambi hanno a cuore l’ amore per lo sport ed il benessere psico-fisico e relazionale che da esso scaturisce. Se consideriamo che stiamo parlando anche di movimenti sportivi giovanili appare chiara l’ importanza  e la ricaduta positiva che  questo lavoro può avere nell’ inserimento dei giovani nella società civile. Sottolineo  che quanto detto sopra è riferito a tutti gli sport. Credo di  avere compreso le necessità  istituzionali di rientro parziale  delle spese  nella gestione di tutti gli  impianti sportivi della città  e  degli obblighi di legge  alle quali sei sottoposto. Ed in modo molto chiaro condivido i principi generali che ti hanno spinto a fare tutto questo e comprendo anche il grande lavoro che hai dovuto affrontare insieme al tuo ufficio  per renderlo applicabile. Affermo quindi con molta chiarezza che desidero pagare il servizio che il comune di Caltanissetta mi offre quando le mie squadre utilizzano gli impianti sportivi di competenza, come del resto faccio da due anni con il Palacarelli, palazzetto gestito dalla provincia. Quindi  appare evidente che,  se un ente offre un servizio organizzato e regolamentato, prima che ci si siede al tavolo della trattativa, ogni società sportiva ha la possibilità di scegliere se il servizio è gradito  e  conveniente rispetto alla  propria programmazione e alla propria  possibilità economica. Adesso però  siamo nel pieno del contenzioso,  io, come tu sai, sono insieme alle altre società che si oppongono non alle tariffe bensì al tuo metodo che riteniamo iniquo. Penso che in questa lotta fratricida non ci saranno vincitori  ma ci sarà un solo sconfitto,” IL CALCIO”  e siccome tu praticavi, come tanti, questo sport che fa viaggiare  un pallone comandato dai  piedi e  fa tifare e  innamorare milioni di persone, tutto questo dovrebbe farci riflettere per trovare una soluzione positiva per i nostri giovani. Già tempo fa ti comunicai che le società di calcio a undici  ed il rugby, rispetto a tutte gli altri sport spendevano una cifra considerevole ( 40 euro a partita) per  tracciare i campi di gioco e la pulizia degli spogliatoi per lo svolgimento delle gare ufficiali,  e ti chiesi di venirci  incontro e di togliere  l’ affitto, o buona parte di esso, solo per le gare ufficiali pagando regolarmente le tariffe per gli allenamenti. Altresì ti feci notare che a San Cataldo con il campo nuovo in erba sintetica la tariffa era 6 euro all’ora e le partite ufficiali non avevano nessun costo per le società sportive, a Caltanissetta una gara di campionato nei palazzetti costa 1015 euro. E aggiunsi quindi che il venirci incontro avrebbe reso equo e imparziale il provvedimento che in quel momento ci proponevi. Naturalmente a giugno il tuo ufficio avrebbe avuto modo di regolamentare il tutto. A me appare chiaro e spero che lo sia per chi ha seguito e segue questa vicenda che il contenzioso era ed è di facile soluzione. Adesso ti chiedo a nome di tutte le società di riaprire i campi di calcio, di rimarginare questa ferita per poter raccogliere il frutto del duro lavoro che ogni squadra ha svolto durante l’anno, permettendo ai ragazzi di inseguire i loro sogni ed essere fieri di rappresentare Caltanissetta in ogni dove.

  Per amore dello sport, Giovanni Italia

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