Leonardo Sciascia e Vitaliano Brancati, visti dallo scrittore Sergio Mangiavillano, nella Caltanissetta degli anni ’30.

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DSC_5014Nell’ambito delle iniziative culturali del Museo Diocesano, si è svolta lunedì 19 gennaio, presso l’auditorium della Curia Vescovile,  la presentazione dell’ultimo libro di Sergio Mangiavillano dal titolo “Singolare avventura di Leonardo e Vitaliano nella città di pietra gialla”. È il primo degli eventi in programma ed è stato organizzato in collaborazione con la UCIIM di Caltanissetta di cui è presidente la prof. Fiorella Falci.
Nel volume, edito da Lussografica, viene rievocato il soggiorno nisseno di Vitaliano Brancati e l’incontro con il giovane studente Leonardo Sciascia. Scopo della narrazione è quello di fare rivivere l’atmosfera della Caltanissetta degli anni ’30.
Intervista all’autore Sergio Mangiavillano

Dopo l’introduzione della prof.ssa Fiandaca che, oltre a mettere in risalto sia l’oggetto della narrazione sia il modo accattivante e scorrevole con cui l’autore ha portato a termine l’opera, ha preso la parola la prof.ssa Fiorella Falci che, dopo avere ringraziato il già preside Mangiavillano per avere scritto il libro dalla stessa definito una “perla”,  ha sottolineato che il volume contiene una filigrana molto raffinata di citazioni e di opere di Leonardo Sciascia e di Vitaliano Brancati. Pregevole, e gradita al pubblico presente, la ricostruzione dell’identità della città anche dal punto di vista urbanistico, attraverso immagini dell’epoca in parte fornite da Walter Guttadauria. Si sono potuti ammirare luoghi, da tutti riconoscibili e che nel romanzo vengono citati.
“Caltanissetta degli anni ’30 era un’altra città – ha detto Sergio Mangiavillano all’inizio della sua dissertazione – e non aveva niente a che Maria Amato Campanilevedere con la città di oggi. Il cambiamento cui abbiamo assistito è un cambiamento in peggio e non in meglio. Noi abbiamo perduto una città vivibilissima, umanissima dove c’era il senso della comunità, dove si avvertiva l’importanza del lavoro, dove si faceva politica, dove c’erano le lotte operaie e dove c’era anche un gruppo di intellettuali dei quali abbiamo tante volte parlato. La città di oggi è completamente diversa e avrebbe bisogno anche di  un apporto di cultura. Forse – continua lo scrittore – attraverso la cultura, questa città si potrà salvare”.
A dare un contributo notevole allo sviluppo della cultura nella nostra città, la casa Editrice Lussografica, oggi diretta da Salvatore Granata, figlio del fondatore. “ In effetti – ci dice il titolare della storica azienda nata nel 1932 –  da parecchio tempo diamo un contributo alla cultura nissena dando agli autori la possibilità di pubblicare dei libri che altrimenti avrebbero avuto difficoltà a pubblicare perché l’editoria di nicchia, come quella che noi facciamo, ha delle serie difficoltà”.
Intervista all’editore Salvatore Granata

Evento arricchito dalla presenza di numerosi altri scrittori, di noti personaggi pubblici, esponenti delle Istituzioni ma anche cittadini qualsiasi desiderosi soltanto di appagare quel desiderio di conoscenza e di cultura, elementi imprescindibili non soltanto di civiltà e di maturità ma anche di progresso.
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