“Legge della Casta per disinnescare l’onda Cinquestelle”. Il mondo parallelo dell’Ars secondo Cancelleri

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Approvata in commissione all’Ars la nuova legge elettorale per i comuni Siciliani che farebbe della Sicilia, se approvata dall’Assemblea, la prima regione che si priva del secondo turno di ballottaggi per l’elezione dei sindaci anche dei comuni più grandi.

Al prossimo sindaco, per essere eletto, basterà un voto in più degli avversari al primo turno. Se il candidato, insieme alla coalizione, otterrà il 40% dei voti al primo turno, scatterà il premio di maggioranza a tutta la coalizione di un ulteriore 20%. Ci sarà l’effetto trascinamento con la preferenza automatica, in assenza di altra indicazione, che dal candidato della lista collegata va al sindaco. La nuova norma, contestata aspramente dal Movimento 5 Stelle, che parla di “norma della casta per disinnescare l’onda del Movimento”, ha visto convergere in commissione Forza Italia e Partito democratico.

Ma poi, il segretario regionale del Pd, Fausto Raciti, ha messo un freno. L’unica legge che i democratici sosterranno, ha spiegato, prevede i ballottaggi se al primo turno nessuno dei candidati ottiene il 40% dei voti. Ma quest’ultima versione, che non è quella approvata in commissione, per Giancarlo Cancelleri, deputato dei Cinquestelle all’Ars, smentisce il voto della capogruppo del Pd, Anselmo che in commissione ha esitato, anche lei, il testo che azzera i ballottaggi.

Questo parlamento vive in un mondo parallelo”, afferma il deputato nisseno Giancarlo Cancelleri che rivela come il testo prevede anche disposizioni sui gettoni di presenza (che scatterebbero non più se la seduta si protrae oltre le 2 di notte ma all’una) che dimostrano l’estraneità della norma ai problemi della Sicilia.

L’emendamento vedeva le firme di tutti i partiti, una norma che penalizza chi, come noi, fa politica senza alleanze, infatti dà il premio di maggioranza alla coalizione che raggiunge il 40%. Ma toglie anche il ballottaggio, che è espressione di democrazia. Se il sindaco vince al primo turno con il 51% è giusto che vada a governare, ma se non raggiunge la maggioranza è giusto andare al ballottaggio”, afferma Cancelleri ai nostri microfoni. Per il leader dei Cinquestelle tutto ciò “E’ fatto per disinnescare l’onda sempre più forte del M5S non solo in Sicilia”.

E delle parole del segretario regionale del PD, Fausto Raciti, che ha bocciato il testo esitato in commissione, ricordando che il partito sosterrà una legge che abolisce i ballottaggi solo se al primo turno uno dei candidati supera il 40%, Cancelleri cosa pensa?

Raciti fa una cosa incredibile, sconfessa i suoi deputati in commissione, tra cui pure il capogruppo Pd Anselmo, che si è affrettata a scusarsi. Il Pd deve fare pace con se stesso e quando arriva in aula vedremo, però è chiaro che qualunque legge è in questo momento irricevibile, non tanto sul merito, ma la Sicilia sta affondando, con problemi di rifiuti, del mondo del lavoro, i ragazzi siciliani di Garanzia giovani che non vengono pagati. E noi di cosa ci occupiamo? di una legge che non interessa a nessuno. La gente questa cosa non la chiede, il parlamento siciliano sembra vivere in un mondo parallelo”.

Ma sul merito quali erano le proposte del Movimento 5 Stelle? Non si può negare che gli apparentamenti dopo il primo turno in vista dei ballottaggi abbiano creato alleanze monstre, così come i sindacli eletti senza maggioranza in consiglio fanno fatica a lavorare.

La nostra proposta sul merito è chiara – spiega Cancelleri – con gli emendamenti che abbiamo portato. I ballottaggi rimangono come sono, e diamo al candidato sindaco che vince le elezioni la maggioranza, non permettendo più la possibilità di apparentamenti al secondo turno, come avvenuto a Porto Empedocle, dove Fi e PD hanno bruciato il premio di maggioranza mettendosi insieme. E poi rimodulare le norme di contrasto al voto di scambio. Cabine elettorali basse, con mezzobusto dell’elettore visibile, pur garantendo la segretezza, evitando così utilizzo di smartphone e poi la sezione unica di spoglio. Ognuno vota nelle sue sezioni, ma poi si portano gli scatoloni in un centro unico per far perdere la traccia. Tutti emendamenti bocciati, mentre qui stanno proponendo di abbassare dalle due all’una di notte il limite orario entro cui la seduta deve protrarsi per far scattare il nuovo gettone di presenza ai consiglieri. Ai partiti non frega nulla di ciò che accade fuori dal palazzo. In una battuta, questa legge possiamo definirla: la legge della Casta”.

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