Leandro Janni e il “Super Piano Regolatore Generale, letterario, partecipato, democratico”

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prg protagonistiNota del prof Leandro Janni sul piano regolatore partecipato che la giunta vuole mettere a punto insieme ai cittadini che di seguito pubblichiamo:

Giovedì 22 febbraio 2018, ore 16:05, Giovanni Ruvolo, sindaco di Caltanissetta, scrive nella sua imprescindibile pagina Facebook: «Se si chiude una porta si apre un portone. E’ il caso di dirlo. Abbiamo presentato questa mattina in Comune un percorso di vera partecipazione che l’Amministrazione ha avviato per la redazione del nuovo Piano Regolatore Generale di Caltanissetta. Le Consulte ed i Comitati di quartiere saranno protagonisti di questo processo insieme agli ordini professionali ed agli attori del territorio. Nei quartieri si terranno le riunioni preparatorie dove verranno raccolte le istanze e le proposte per la città. Si inizia il 26 febbraio nel quartiere Pinzelli-Balate. La cittadinanza sarà protagonista nella costruzione di un’idea di sviluppo urbanistico a partire dal quartiere. Nell’indicazione di quali infrastrutture realizzare, di quali servizi e priorità come aree a verde, per lo svago e l’attività sportiva. È la prima volta che a Caltanissetta vengono coinvolte tutte le componenti della città su un tema come quello del piano regolatore. Solo così si può invertire una tendenza che in passato ha visto approvare piani regolatori che hanno comportato l’espansione a dismisura della città senza che il numero di residenti sia proporzionalmente cresciuto. Questo ha provocato una diaspora dal centro storico a cui oggi siamo chiamati a porre rimedio. Anche un team di psicologi e sociologi seguirà questo percorso. Osserverà le interlocuzioni dell’Amministrazione con i cittadini e ne valuterà la qualità e l’efficacia, rappresentando dal basso le esigenze della città. A quello dei cittadini sarà affiancato il contributo necessario dei tecnici delle categorie professionali che saranno coinvolti in questo processo che porterà alla redazione delle linee guida del nuovo PRG.»

Nell’autunno del 2002 (era il tempo del governo Berlusconi II, cinquantasettesimo esecutivo della Repubblica Italiana) scrissi questo breve testo, questo commento sui PRG: «Dei PRG (sintetico acronimo che sta per Piano Regolatore Generale), allo stato dell’arte, si può dire che appaiono, sono divenuti, vere e proprie “opere” di tipo kafkiano, pirandelliano, borgesiano. Conosciamo tutti il gusto per la metafora, per il paradosso, per gli enigmi di questi straordinari autori di letteratura. Kafka, Pirandello e Borges – appunto. La letteratura – comunque – è attività di tipo prevalentemente contemplativo e qualcuno – a ragione o a torto – afferma che essa incida poco sulla realtà. Forse ciò è vero, così come è altrettanto vero che i PRG, durante il loro lungo, faticoso, tortuoso iter, alla fine, risultano – quasi sempre – opere, che poco hanno a che fare con gli abitanti dei luoghi, delle città, dei territori. Con la realtà, strutturale e fenomenologica, insomma, cui avevano fatto riferimento, quantomeno inizialmente (vedi alla voce “linee guida”). Con i venti che corrono, comunque, ho proprio l’impressione che i PRG, probabilmente più presto di quanto si possa pensare, faranno bella mostra di sé, nell’archivio delle cose fastidiose e complicate del secolo scorso. In questo modo, però, non più esposti all’agone economico-politico, si trasformeranno – finalmente – avranno la piena legittimazione culturale delle opere di letteratura, del pezzo d’arte e da museo. O, quantomeno, di opere degne di chiacchiere e cannolicchi presso un accogliente caffè letterario. E allora mi chiedo: perché, anziché commissionare PRG – obsoleti, inattuali strumenti tecnico-giuridici per la programmazione, la progettazione e il controllo delle nostre confuse e disperse città – non organizziamo interessanti, certamente meno faticosi, più gratificanti concorsi letterari e artistici ad esempio sul tema “La città contemporanea come festival”? Tra le altre cose – presumo – ci costerebbero meno, molto meno di un classico PRG, ci divertiremmo tutti di più e, cosa fondamentale in una società dello spettacolo e del marketing come la nostra, determinerebbero un notevole ritorno di “immagine”. Proporrei quindi di sottoporre “i nuovi PRG letterari” agli assessorati alla cultura, allo sport e allo spettacolo, invece di ostinarci a tartassare gli uffici tecnici che, insieme agli assessorati all’urbanistica e alle opere pubbliche, risultano alquanto oberati da tante, troppe incombenze.  In fondo, quello della città, del territorio – sgravato da inutili, fastidiose complicazioni – è un tema piuttosto interessante, affascinante. Perché lasciarlo agli opachi e prevedibili geometri-ingegneri-architetti, agli urbanisti, ai giuristi, agli ecologi? Meglio, molto meglio gli scrittori, gli artisti. Al limite – comunque in subordine – vanno bene anche sociologi e psicologi.»

Ma veniamo al dunque. A distanza di sedici anni, prendo atto che l’attuale Amministrazione Comunale di Caltanissetta, sotto le controverse insegne della “partecipazione” e con la sperimentata formula delle conviviali “assemblee cittadine di quartiere”, sta inesorabilmente seguendo le mie – sagge? provocatorie? paradossali? inevitabili? profetiche? – indicazioni, in ordine alla elaborazione e redazione del nuovo PRG cittadino. Insomma, questo deve essere e questo sarà: un democratico, partecipato “super-testo” a più mani. Una sceneggiatura, un copione. Un grande collage. Comunque sia, un’opera dalla forte impronta letteraria. E artistica. Lo stile, chiederà qualcuno? Lo stile è ciò che verrà ed è chiaro: sarà ciò che noi tutti saremo in questo peculiare processo. Nessuno escluso.

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