Leandro Janni, Italia Nostra: “Caltanissetta, una “comunità patrimoniale” per un futuro possibile”

Delle affermazioni rese dall’attuale soprintendente ai Beni culturali e ambientali di Caltanissetta, arch. Daniela Vullo, nel corso del Consiglio Comunale del 13 dicembre scorso dedicato al controverso tema dell’Antenna Rai di colle Sant’Anna, siamo stati particolarmente colpiti da questa: «Ma insomma: il soprintendente sono io e io so bene cosa va tutelato, vincolato».

Quale cittadino nisseno, ma anche quale presidente regionale di “Italia Nostra” (un’associazione che dal 1955, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, concorre alla tutela del patrimonio storico, artistico e naturalistico della Nazione), mi permetto di ricordare quanto contenuto nella Convenzione di Faro.

Il 23 settembre del 2020, la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la ratifica della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, elaborata a Faro il 27 ottobre 2005. L’Italia aveva firmato il trattato a febbraio del 2013. La Convenzione, ad oggi ratificata da 19 Paesi membri del Consiglio d’Europa, si fonda sul presupposto che la conoscenza e l’uso dell’eredità culturale rientrino pienamente fra i diritti umani, e in particolare nell’ambito del diritto dell’individuo a prendere liberamente parte alla vita culturale della comunità e a godere delle arti – come previsto dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948 e dal Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali del 1966.

Nello specifico, la Convenzione di Faro intende promuovere una comprensione più ampia del patrimonio culturale e del suo rapporto con le comunità che lo hanno prodotto e ospitato, riconoscendo il “patrimonio culturale” come l’insieme delle risorse ereditate dal passato, riflesso dei valori, dei saperi e delle credenze, e la “comunità patrimoniale” quale insieme di persone che attribuiscono valore a quel patrimonio (esemplare il caso del Museo diffuso dei 5 sensi di Sciacca). La Convenzione sostanzialmente rimarca il valore e il potenziale del patrimonio culturale come risorsa per lo sviluppo durevole e per la qualità della vita e individua il “diritto al patrimonio culturale”, riconoscendo la responsabilità individuale e collettiva dei cittadini nei confronti di tale patrimonio, sottolineando l’importanza della sua conservazione e il suo ruolo nella costruzione di una società pacifica e democratica. E prospera. La Convenzione definisce quindi i diritti e le responsabilità concernenti il “patrimonio culturale” e fissa l’impegno, per le Parti firmatarie, a riconoscere il suo interesse pubblico, a valorizzarlo, a predisporre disposizioni legislative conseguenti e a favorire la partecipazione alle attività ad esso correlate.

Sono certo che valori e i principi contenuti nella Convenzione di Faro, qui sinteticamente ricordati, potranno servire ad accrescere la consapevolezza e la responsabilità dei cittadini nisseni verso i propri beni culturali e ambientali, e insieme a relativizzare il ruolo, di certo importante ma non assoluto, di chi è preposto istituzionalmente alla loro tutela e valorizzazione.

Caltanissetta – città ricca di storia, di cultura, di bellezza – può, deve riacquistare il “senso del possibile” e diventare una “comunità patrimoniale”, prospera. Oppure, decadere, spegnersi inesorabilmente nei conflitti sterili dei diversi poteri e dei molteplici, discordi individualismi.

Prof. Leandro Janni, presidente regionale di Italia Nostra Sicilia

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