Leandro Janni e le iconologie nissene: “Un Cancelleri ‘secentesco’ lungo le strade della Sicilia”

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Giovedì 31 ottobre 2019, Giovanni Carlo Cancelleri, detto Giancarlo (nisseno doc, classe 1975), attuale viceministro delle Infrastrutture e dei trasporti nel governo Conte II, posta una bella foto nella sua pagina Facebook, accompagnata da queste parole: «Sono rientrato oggi da Roma e sono andato a fare due sopralluoghi. Prima a Pietraperzia per fare il punto sul progetto del Viadotto Villano e poi sulla SS 640 a Caltanissetta. I lavori vanno avanti, niente date, ve l’ho già detto, ma tanti nodi da sciogliere per raggiungere gli unici due obbiettivi che mi sono posto: pagare i creditori che hanno svolto i lavori e completare l’opera! La Sicilia e soprattutto le aree interne hanno il diritto di muoversi in modo NORMALE e moderno. Ps: era tardi e già buio, ma ci siamo attrezzati!»

Al di la delle pragmatica nota di Cancelleri, vorrei esprimere alcune considerazioni proprio sull’immagine fotografica che egli ha pubblicato. Certamente è una bella immagine. Assai suggestiva. Convincente. Complimenti al fotografo – che sempre lo segue. Un’immagine attuale, è ovvio. Ma, per chi ha studiato la storia dell’arte, è un’immagine che, mutatis mutandis, per la composizione, per le luci e i colori, l’atmosfera, riconduce alla pittura europea del Seicento: alle opere di Rembrandt e di Caravaggio. E, specificatamente, al dipinto “Lezioni di anatomia del dottor Tulp”, che il grande pittore olandese dipinse nel 1632. Ma, viene in mente, anche, la celebre e sfortunata “Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi”, del nostro Caravaggio.

L’analogia con il quadro di Rembrandt (Lezioni di anatomia del dottor Tulp”) è evidente. Nella foto di Cancelleri il “corpo morto” oggetto di analisi, di studio, da parte dei convenuti, è il territorio siciliano. O, ad essere precisi, la rappresentazione tecnica, parziale, del territorio del Centro-Sicilia. Meno evidente, forse, è l’analogia con il quadro “Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi” di Caravaggio. Come sappiamo, è un dipinto a olio su tela, realizzato nel 1600. Fu trafugato la notte tra il 17 e il 18 ottobre 1969 dall’Oratorio di San Lorenzo a Palermo e non è stato più recuperato. Qui, i sacri protagonisti della scena hanno lo sguardo rivolto verso il basso, verso terra, dove giace, il bambino Gesù. Anche nella foto di Cancelleri i convenuti guardano, con fede, speranza e carità contemporanee, verso il basso. Verso gli elaborati di progetto di una strada siciliana. Elaborati poggiati, in questo caso, non sulla nuda terra ma sul cofano blu notte di una Mercedes-Benz. Che altro dire? Certamente è giusto evidenziare anche le differenze: i santi e la Madonna del Caravaggio hanno le fattezze degli emarginati, dei poveri che egli bene aveva conosciuto durante il suo peregrinare e fuggire in lungo e in largo per l’Italia. Nella foto di Cancelleri non ci sono né poveri né emarginati. D’altronde i 5Stelle sono al governo del Paese. E la loro austera “rivoluzione” si è inesorabilmente persa per strada.

Leandro Janni

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