Leandro Janni e la democrazia: “Sui social naviganti rancorosi e violenti. E’ la fine del confronto”

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«La tragedia delle democrazie moderne è che non sono ancora riuscite a realizzare la democrazia.» (Jacques Maritain)

Settembre 2018, Italia. La democrazia si spegne piano piano. Giorno dopo giorno. E d’altronde, qualcosa di grave, se non di irrimediabile, è già avvenuto – in questi nostri tempi: la fine del linguaggio proprio del confronto. Siamo tornati inesorabilmente, irresponsabilmente a un pensiero infantile. Puerile. Idiota. Un pensiero incapace di discussione pubblica. Di autentica, democratica dialettica. Secondo Jean-Jacques Rousseau, il cittadino doveva partecipare in modo consapevole e informato alle assemblee, al dibattito pubblico. La sua attuale parodia è un “navigante” solitario e acritico. Spesso rancoroso e violento. Impotente. Un navigante alla deriva, perso in un oceano infinito di slogan e di false promesse; di luminescenti e fantasmatiche mistificazioni. Oppure, un patetico teatrante senza autore, in cerca di vana-gloria. Misuriamo, se ne siamo capaci, la profondità dei tempi disgraziati che stiamo attraversando. E le possibilità di rinascita. D’altronde, per chi ha speranza, forza e coraggio, per chi è capace di sognare e di immaginare, è sempre possibile ricominciare daccapo. Forse.

Leandro Janni

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