Le riflessioni di Giammusso (Noi con Salvini) di ritorno da Pontida

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Di seguito la nota del commissario provinciale della Lega-Noi Con Salvini di Caltanissetta, Arialdo Giammusso, di ritorno dal raduno di Pontida.

Perché un nisseno, un siciliano, decide di partecipare all’incontro con Salvini e migliaia di italiani a Pontida? Salendo le scale dell’aereo in partenza da Catania verso Bergamo, mi sono posto questa domanda.

Prima di Matteo Salvini, Pontida rappresentava il luogo simbolico in cui un partito fortemente legato ai territori d’origine dei suoi fondatori, si riuniva per giurare di essere fedele nell’impegno  contro il centralismo romano e contro quel sud ritenuto sprecone e mendicante nello stesso tempo.

Oggi, Matteo Salvini, a capo di un gruppo dirigente rinnovato, determinato e preparato, che vive il tempo attuale e non si nutre di luoghi comuni del passato, ha inteso che la “battaglia” da condurre non può e non deve essere quella per l’affrancamento di questo o di quel popolo nato e cresciuto sotto una unica bandiera: il  tricolore.

Salvini, uomo di questo tempo, ha inteso che il sentire degli italiani della sua Padania, coincide con quello della gente che vive lungo il Tevere, sotto il Vesuvio o alle pendici dell’Etna. Un sentimento comune che non può essere ignorato per privilegiare interessi di parte, ma che va ascoltato, elaborato e tradotto in azione politica forte e determinata.

L’esigenza di difendere popolo, imprese , cultura, radici, benessere, salute e confini , dal Brennero a Lampedusa, doveva prevalere, ed ha prevalso,  sui regionalismi, sui campanilismi e sulle ambizioni di un singolo territorio italiano.

Una persona intelligente, semplice, razionale e pragmatica come Matteo Salvini, lo ha ben capito. Matteo poteva scegliere la via più facile, continuando la solita battaglia Leghista, anzi, la poteva riprendere con maggiore vigore, galoppando ancor di più  il malessere della gente che lo ha visto nascere politicamente. Sarebbe stato più semplice e meno faticoso per lui,  confinare la sua attività politica nella pianura padana, raccogliendo fiumi di voti e portando in parlamento una Lega forte e depositaria delle tradizionali istanze, per poi barattare l’appoggio a questo o quel governo con qualche beneficio per il nord.

Matteo, uomo intelligente abbandona uno schema politico ormai datato e sorpassato dai fatti, assumendosi le responsabilità e magari perdendo qualche consenso tra i fans del Senatur, ancorati ad idee ormai impacchettate ed impolverate e conservate nella cantina della storia.

Il giovane leader impegna ogni minuto della sua giornata per raccogliere le istanze, le idee, le ambizioni della gente di ogni angolo d’Italia, e dai suoi viaggi, anche in piccolissime comunità locali, comprende che non ci può essere nulla di più prioritario che un impegno in chiave nazionale.

Oggi, Pontida rappresenta una grande occasione: quella di costruire un Italia sovrana del suo destino, coesa nelle sue diversità e con una unica visione del futuro. Popoli con forti connotazioni territoriali ma uniti da una unica radice di cultura, di patria, di fede; consapevoli, da sud a nord, che il “nemico” non è chi vive nella regione vicina o nella opposta  sponda di un fiume.

Il nemico da abbattere è la dittatura dei soldi, il mostro burocratico-finanziario che, nascosto nelle stanze del potere europeo, divora il futuro e le speranze dell’Italia e di tante altre nazioni che a quelle stanze non hanno possibilità di accesso.

Quel nemico che fa della povertà e delle difficoltà della gente il suo migliore alleato, quel nemico che vede nella produzione locale e nella difesa di merci e confini, l’ostacolo principale per la conquista di un potere assoluto il cui scopo è la ricchezza di pochi e la povertà economico e culturale della maggioranza dei popoli. La ricchezza economica non può non accompagnarsi alla ricchezza culturale, ed il tentativo, purtroppo in avanzato stato di successo, di uniformare culture, radici e tradizioni, fa parte di una strategia di impoverimento dell’uomo sotto ogni aspetto.

Il nemico è il multiculturalismo invadente e prevaricante che tende sempre di più a sotterrare l’esistente a favore di un relativismo imperante, pronto a rinnegare persino le origini ed i valori per i quali i nostri padri hanno lottato,  e spesso con sacrifici estremi.

Quel multiculturalismo di facciata che trova compimento nella sostituzione di popoli in corso, voluta dalle sinistre e messa in atto attraverso la cosiddetta falsa accoglienza, o meglio attraverso l’invasione pacifica e prezzolata della nostra terra.

La Lega-Noi con Salvini è apertamente e convintamente l’ultimo baluardo contro questa deriva sociale, economica e culturale.

Per questo ieri, non potevo mancare all’incontro di Pontida. E per questo che da Pontida sono tornato sempre più convinto che è il momento di impegnarsi tutti e seriamente a fianco di Matteo Salvini ed alle regionali votare Noi con Salvini e  Nello Musumeci presidente.

Arialdo Giammusso

Commissario provinciale

Lega-Noi con Salvini

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