Le precisazioni del direttore dell’Ospedale S.Elia: “Le mie non sono dimissioni”

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“Facendo seguito ai vari articoli che sono venuti fuori dalla pubblicazione quasi integrale del testo di una lettera riguardante il proprio rapporto di lavoro con l’Azienda, lo scrivente sente il dovere di fare qualche precisazione”. Inizia così la lettera aperta alla stampa inviata da Pasquale Di Mattia, direttore facente funzioni del presidio ospedaliero Sant’Elia di Caltanissetta, incarico in scadenza a fine mese.

Intanto ho percepito come una mancanza di rispetto alla mia persona il fatto che qualche ora dopo che avevo inviato una lettera in cui si rappresentava il mio vissuto come Direttore facente funzione del presidio ospedaliero Sant’Elia, la stessa veniva pubblicata via internet da un giornale senza che minimamente io fossi stato informato e senza alcuna preventiva autorizzazione.

Ammesso che si ritenesse doveroso informare l’opinione pubblica della situazione della Direzione Medica del presidio ospedaliero S. Elia, ciò avrebbe dovuto essere fatto senza ledere minimamente la privacy dell’interessato.

Anche la parola chiave “Dimissioni” che si è usata nel titolo non corrisponde affatto al contenuto della mia nota che è stato completamente stravolto.

“Dimissioni”, infatti, indica la volontà di volere interrompere un rapporto di lavoro in corso, mentre il sottoscritto faceva presente soltanto di non essere in “condizioni di poter accettare un eventuale prosieguo nell’incarico di sostituto e f.f. di Direttore Medico del P.O. S. Elia il cui termine naturale scade il 31 maggio2020.

E stato poi frainteso anche quanto da me detto riguardo l’emergenza Covid-19 in atto.

Tale emergenza infatti, “ha aggiunto alle già innumerevoli attività e responsabilità del sottoscritto, tutte quelle dovute alla continua riorganizzazione di spazi, servizi, risorse, che ogni giorno richiedono attenzione diretta sul posto, per le implicazioni logistiche, organizzative, procedurali di sicurezza dei lavoratori e dei pazienti” proprio perché si è cercato continuamente di aggiornare la logistica ed i percorsi in sicurezza dei pazienti Covid, di quelli sospetti e di quelli non Covid.

Questa lotta contro il tempo ha visto la Direzione Strategica, la Direzione del Presidio e tutte le Unità Operative coinvolte, creare quelle condizioni che hanno permesso alla fine di poter gestire al meglio la pandemia “nissena”, così come dimostrano i relativi dati fino ad oggi.

L’insostenibilità, appunto, è stata dovuta al continuo riaggiornare e migliorare man mano che il tempo ce lo permetteva, l’organizzazione logistica, nonostante le limitate risorse umane della Direzione di Presidio. Le migliorie strutturali apportate all’interno del presidio in tempi incredibilmente brevi, sono sotto gli occhi di tutti.

La mia lettera del 21 maggio u.s. mirava, quindi, ad informare prima della naturale scadenza i relativi Organi preposti della mia intenzione a non proseguire nell’incarico, che ad interim mi era stato affidato di facente funzione di direttore medico del P.O. S. Elia, per un ulteriore periodo di sei mesi che sarebbe, come di norma, scattato automaticamente a partire dal primo giugno. Su questo argomento ci siamo già incontrati in questi giorni col Direttore Generale per valutare insieme eventuali possibili soluzioni.

Mi auguro che questa pandemia scompaia prima possibile, lasciandosi dietro solo l’apprezzamento di tutto ciò che ciascuno di noi, il sottoscritto nonché la Direzione Strategica, la Direzione del Presidio e tutte le Unità Operative hanno fatto, ciascuno per le proprie competenze, cercando solo di tirare fuori il meglio delle proprie capacità professionali, oltre che umane.

Dr Pasquale Di Mattia

Nota del Redattore

Questa testata non ha pubblicato la lettera del direttore Pasquale Di Mattia indirizzata alla direzione generale dell’Asp2 di Caltanissetta poiché non ne era in possesso. Trattandosi di un fatto d’interesse pubblico abbiamo dato spazio nelle ore successive alle numerose note stampa con le reazioni politiche e sindacali. 

Alberto Sardo

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