Le poesie in dialetto siciliano di Pasquale Pulci rivivono in un libro di Vitalia Mosca.

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Presentato domenica 10 gennaio, al Centro Michele Abbate, “Poesie Siciliane” un volume contenente 133 poesie in dialetto siciliano, manoscritte da Pasquale Pulci (nonno del canonico Pulci cui è intestata una via cittadina) trascritte e annotate da Vitalia Mosca vice presidente della Società Nissena di Storia Patria.

La prof.ssa Vitalia Mosca
La prof.ssa Vitalia Mosca

Sala conferenze stracolma, ospiti di riguardo e relatori competenti hanno fatto da cornice a un evento insolito. Contrariamente a quanto si possa pensare, infatti, trascrivere questo numero così rilevante di poesie è un lavoro che ha comportato notevoli difficoltà tra cui l’interpretazione della grafia, spesso di difficile lettura.

Moderato dal prof. Antonio Vitellaro, l’incontro, organizzato in collaborazione con il Lions di Caltanissetta, ha visto al tavolo dei relatori, oltre al prof. Mario Tropea dell’Università di Catania e al presidente del Lions Rino Iannì, l’assessore Marina Castiglione, docente di linguistica all’Università di Palermo che, in quanto tale, è considerata un’esperta del dialetto siciliano e lo ha dimostrato. È stata proprio Marina Castiglione, forte delle sue conoscenze in materia ma anche nella sua veste istituzionale, ad avviare la conferenza. Ha intrattenuto un pubblico attento e soprattutto curioso di apprendere notizie sinora sconosciute sul dialetto siciliano.

Intervista all’autrice del libro, Vitalia Mosca

Relatore principale della serata, il prof. Mario Tropea che con una lunga dissertazione ha spiegato origini e varianti di molti vocaboli con i

Il prof. Mario Tropea
Il prof. Mario Tropea

loro, a volte sorprendenti, significati. Per esempio – giusto per citarne qualcuno – “timbulata” (schiaffo) deriva da “tempia” e dal fatto che il colpo viene assestato alla tempia; la “criata” (cameriera) deriva dallo spagnolo “criada”; “frazzata” sta per indicare una coperta pesante.

Il numeroso pubblico
Il numeroso pubblico

Merito di Alfio Patti, cantore catanese, definito l’Aedo dell’Etna, una nota di spettacolo in cui l’artista, spesso accompagnandosi con la chitarra, ha declamato, quasi cantato, alcune poesie in tema.

“Sono nato a Mazzarino e vissuto a Caltanissetta – ha detto Rino Iannì presidente del Lions, nel suo breve intervento – quindi sono stato avvantaggiato nel leggere il dialetto. Sono rimasto incantato, soprattutto dal prof. Tropea e dal nostro cantastorie che è stato eccezionale”. Poche altre parole di apprezzamento e di ringraziamento prima che il prof. Vitellaro, accingendosi a cedere il microfono a Vitalia Mosca, annunciasse che “a seguito di sollecitazioni gradite abbiamo deciso di far sopravvivere il concorso di poesie “L’artigiano poeta” che fa riferimento al compianto capitano della Maestranza Gaetano Riggio”. Altro annuncio ha riguardato il trasferimento della Società Nissena di Storia Patria, entro un paio di mesi, nel convento Francescano di Santa Maria degli Angeli dove sarà  allocata una biblioteca di circa 35.000 volumi che sarà aperta alla cittadinanza.

Antonio Vitellaro presidente di Storia PatriaHa dovuto ancora aspettare, Vitalia Mosca, per riuscire a impadronirsi del microfono, a causa dell’arrivo dell’on. Gianluca Miccichè al quale Antonio Vitellaro, nel “rimproverarlo” per il ritardo, ha chiesto di prendere la parola. Il parlamentare ha pronunciato parole di elogio nei riguardi dell’autrice del libro e anche nei riguardi della Societa di Storia Patria riconoscendole il merito di fare quello che non fanno le istituzioni. “Le istituzioni – ha detto – nel momento di difficoltà hanno tagliato i fondi allo Sport e alla Cultura e quindi anche a “Storia Patria”.

Intervista all’assessore Marina Castiglione docente di linguistica

L'intervento di Gianluca Miccichè
L’on. Gianluca Miccichè

Alle tante “belle parole” dell’assessore Miccichè hanno fatto eco quelle di Vitellaro: “ caro assessore, caro Gianluca, non te ne esci con i soli ringraziamenti. Noi non ti perderemo di vista, ti pedineremo, ti staremo ai fianchi  perché non ve ne potete uscire con i ringraziamenti”. Ha chiesto scusa al pubblico per lo sfogo e, finalmente ha ceduto il microfono a Vitalia Mosca che,elegantemente, è stata brevissima. Ha ringraziato tutti gli intervenuti, in primis il prof. Mario Tropea e ha accennato alle difficoltà che ha dovuto affrontare nei due anni di lavoro occorsi per portare a termine l’opera.  “Una lunghissima fatica della quale dovrebbero parlare, meglio di me, i miei familiari. Io ho detto, più di una volta, in altre circostanze, una battutaccia:  per due anni, andavo a letto, con Pasquale Pulci e mi rialzavo la mattina con Pasquale Pulci”.

L'Aedo dell'Etna Alfio Patti
L’Aedo dell’Etna Alfio Patti

“Io non so come i nisseni risponderanno a questa provocazione – ha detto Vitalia Mosca ai nostri microfoni – perché leggere poesie in dialetto comporta uno sforzo notevole. Le note, però, aiuteranno i lettori a meglio capire il testo”.

Infine ha ricordato Dedè Falzone, pilastro dell’Associazione “Amici del Rapisardi”, scomparso improvvisamente da pochi giorni, promettendo che, in omaggio ad una suo desiderio, la rivista Archivio Nisseno ospiterà una sua pubblicazione sullo storico Istituto che quest’anno compie cento anni. Non potrebbe esserci – a nostro avviso –  modo migliore per onorarne la memoria.

 

LE FOTO DELLA SERATA

Nota della Redazione:

a tutti coloro che volessero scaricare una o più foto pubblicate nell’articolo e/o nella fotogallery seguente, per farne uso pubblico, ricordiamo di citare la fonte “Radio Cl1″                                                                              

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