“Le parole della mafia, le parole della giustizia”: un convegno al Palazzo di Giustizia di Caltanissetta

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Nel giorno in cui si ricordano la morte di Aldo Moro e di Peppino Impastato, il 9 maggio 2018 alle 16,00 presso l’Aula Saetta e Livatino del Palazzo di Giustizia, la Scuola della Magistratura, la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo e l’Ordine degli avvocati di Caltanissetta propongono una giornata di riflessione e studio sull’uso del linguaggio in ambito criminale e in ambito giudiziario.

Si parlerà in particolare della mafia, di come il silenzio e il linguaggio di questa pericolosa associazione possa cementare gli assetti organizzativi e occultare all’esterno le sue dinamiche e di come i suoi gesti e le sue parole devono essere compresi per penetrare nelle logiche della criminalità.

Si discuterà anche di come attraverso un linguaggio appropriato si possa fare effettivo contrasto alla mafia e di come talvolta, invece, le parole usate in prospettiva antimafia siano inadeguate, insufficienti o vuote.

Introdurranno i lavori  il dott. Giovanbattista Tona referente della Scuola della Magistratura e l’avv. Pierluigi Zoda, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Caltanissetta.

Quindi con una relazione dal titolo “Il nome della Cosa. Nominare la mafia fra auto ed etero-rappresentazioni”  avvierà il confronto il prof. Giuseppe Paternostro, ricercatore di Linguistica italiana presso l’Università di Palermo e autore del recente studio “Il linguaggio mafioso. Scritto, parlato, non detto”.

Seguirà l’intervento dell’Avv. Vincenzo Gervasi, già difensore di parte civile della famiglia Impastato, che con una relazione dal titolo “La lingua dell’antimafia?”, porrà degli interrogativi sulla possibilità stessa che chi pretende di contrastare la criminalità anche sul piano sociale possa avere un suo specifico vocabolario.

Concluderà il giornalista di “Repubblica”, Attilio Bolzoni, già autore nel 2008 di un famoso libro intitolato “Parole d’onore”, che relazionerà su un’interessante alternativa: “Combattere la mafiosa a parole o combattere la mafia con le parole”.

Coordinerà i lavori la prof.ssa Marina Castiglione,  docente di Linguistica italiana all’Università di Palermo.

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