Lettere in Redazione. "Le nostre valli".

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Caltanissetta  01.08.2012

Le nostre valli

caltanissetta castelluccioNon è dato sapere che traffico attraversa la fascia di territorio che dovrebbe congiungere lo svincolo di Resuttano sull’autostrada PA-CL con le valli “lunghe” che scorrono ai piedi di una triade di paesi del Nisseno nell’estremo Nord, ma è certo che abbiamo dimenticato le sorti di questa gente che, malgrado l’isolamento cui le abbiamo condannate, continua a vivere di una realtà ignorata, ma potenzialmente in crescita.

Forse sarà il miracolo del cristo di Bilici,che passa anche inosservato, ma è certo che perquelle contrade, da quando il transito sulla direttrice N-S della vecchia strada statale per PA si è spostato, nessuno ha pensato ad una alternativa vitale sulla direttrice E-O.

Ricordo che nell’ormai lontano Novecento comparivano molti articoli sulla stampa locale per il rilancio di questo meraviglioso crocevia di valli il cui solo esempio di vita è rimasto quello della stazione FF.SS. di Marianopoli allo sbocco della storica galleria realizzata in conci di Tufo Arenario, immersa in una oasi di verde che denunzia la costante presenza di acqua nel sottosuolo.

Ma oggi il silenzio: solo qualche orto e molte canne spontanee che potrebbero con piccoli accorgimenti di natura tecnica divenire un Eden (paradiso terrestre per chi non ricorda più il termine) e per la storia anche crocevia di una avanzata della fanteria dell’esercito americano prima di aprire la forchetta della conquista dell’isola in tre direzioni N-O-E, da cui nacque la legenda degli accordi tra la mafia dell’epoca ed il generale Patton.

Guardando il territorio più da vicino si vedono arroccate sulla collina Marianopoli (città di Maria), sede di fortificazioni Sciane, che guarda a Nord, Villalba che guarda ad Est (perciò all’alba) e Vallelunga, adagiata sulla sua valle, ma in questa nuova epoca dobbiamo ricordare anche l’operosa Valledolmo sulla direzione della valle del Platani, che raggiunge ai piedi della salita di Lercara ( l’olmo è una piante che cresce bene in presenza dell’acqua) e poi tante borgate, fra cui Tudia posta tra Resuttano e la aspra valle del Leandro ( Masseria Lannaro dove le carrozze cambiavano la pariglia dei cavalli sulla via di una Palermo immensamente lontana),  ricche ancoradi una vita primordiale agricola, ma con grandi prospettive nella attuale visione economica.

Questo, mi ha ispirato insieme ad una sensazione di ingiusto abbandono, percorrere in solitudine un breve tratto di strada della vecchia statale per Palermo, tra i bivii Tudia e Marianopoli,scansando enormi buche e sfiornado fattorie ancora operose, ed ho accostato questa sensazione ad una positiva speranza che i confini provinciali non creassero oltre nel tempo la ostacoli alla rinascita di zone appendicolari come queste, da sempre terra che non polarizza alcun interesseesterno, ma solo se si guarda con occhio miope, perchè vergine se arricchito da una coltaattenzione.

Siamo alla svolta del sistema provinciale ed interprovinciale tradizionale, ed allora guardiamo a queste possibilità rare di sviluppo senza tenere conto dei limiti territoriali, ma alle correlazioni spontanee tra territori omogenei, ma anche con piccole infrastrutture che aiutino a pensare in forma collettiva la vita dell’interno.

Esasperiamo provocatoriamente con progetti di accoglienza una realtà popolare ignorata e tradita da tutti, dando nuova vita alle valli, a cominciare da uno stacco etimologico delle loro denominazioni, perchè se non partiamo ora, ma quando partiamo ??!!

Villa Alba – Valle Lunga – Maria Neopoli – Valle d’Olmo – Serra del Falco – Villa Ermosa –

Ing. Giorgio Bongiorno

 

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