Le impronte digitali incastrano l'autore del furto all'Ufficio Tecnico

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Incastrato dalle impronte digitali. I Carabinieri denunciano l’autore del furto nell’ufficio tecnico comunale.
I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Caltanissetta hanno denunciato il 22enne D.G., queste le sue iniziali, originario di Caltanissetta ma residente a Catania ed attualmente detenuto per altri reati, ritenuto responsabile del furto di alcuni monitor e di una stampante di pertinenza dell’ufficio tecnico comunale di Caltanissetta.
La vicenda prende il via il 21 novembre 2009, quando il proprietario di un’abitazione disabitata, ubicata nel storico di Caltanissetta, aveva denunciato che ignoti, alcuni giorni prima, mediante l’effrazione della porta di ingresso, erano penetrati all’interno e avevano lasciato alcuni monitor ed una stampante che non erano di sua proprieta’.
I carabinieri specializzati del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia, eseguirono un approfondito sopralluogo riportando tracce ed impronte digitali, che sono risultate decisive per l’identificazione del responsabile.
Le comparazioni eseguite sulle impronte acquisite da parte dei carabinieri del reparto investigazioni scientifiche (R.i.s.) Di Messina, hanno consentito di individuare – senza alcun dubbio – l’autore del fatto: incensurato all’epoca dei fatti ma recentemente arrestato per altri reati dai carabinieri di Catania, all’esito dei rilievi fotosegnaletici di rito e’ emerso che le sue impronte erano schedate come appartenenti al presunto autore del furto.
I componenti per Pc rinvenuti risultavano essere stati asportati alcuni giorni prima da alcuni locali di pertinenza dell’ufficio tecnico comunale di caltanissetta e il furto era stato subito denunciato. La refurtiva, gia’ all’epoca dei fatti, era stata restituita al responsabile dell’ufficio.
La Procura della Repubblica presso il tribunale di Caltanissetta, pertanto, recependo le risultanze investigative dei carabinieri della Compagnia del capoluogo, emetteva l’informazione di garanzia nei confronti dell’indagato, ritenendolo responsabile del reato di “furto aggravato” (art. 624 bis c.p.)

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