Le fasi di un omicidio. Aldo Naro picchiato dai buttafuori prima di essere ucciso

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“È successo un manicomio – confidava al suo compagno di cella – si sono buttati sopra di me… abbiamo cominciato a cafuddare… e gli ho dato un calcio a questo piciutteddu”.
Queste parole captate da una microspia nascosta nella cella di Andrea, il 17enne arrestato per l’omicidio del giovane medico Aldo Naro, sono state l’input per i Carabinieri del Reparto operativo e del Nucleo Investigativo per allargare il raggio su possibili nuovi indagati per i fatti di quella tragica notte al GOA di Palermo, discoteca dello Zen a cui sono state revocate definitivamente le autorizzazioni per l’utilizzo indiscriminato di buttafuori illegali al suo interno.
Ciò che emerge oggi dalle colonne di Live Sicilia, in un articolo di Riccardo Lo Verso, è un tassello in più del racconto che stanno ricostruendo le indagini di Carabinieri e magistratura. Nelle prime battute, subito dopo l’omicidio, era già emerso sebbene con zone d’ombra, ciò che adesso si tenta di chiarire.
Il giovane medico, infatti, sarebbe stato pestato da altri buttafuori, questa volta non minorenni, durante una rissa che era avvenuta nel privè della discoteca prima dell’omicidio, perpetrato dal minorenne con un violento calcio alla testa.
Ed è per questo che alcuni atti dell’indagine sono passati per competenza alla Procura ordinaria, perché tra gli indagati potrebbero esserci buttafuori maggiorenni, sempre del giro di quella “sicurezza” parallela garantita da personaggi  dello Zen.
In particolare si indaga su un altro buttafuori che insieme al “collega” minorenne (entrambi in nero e abusivi)  avrebbe sferrato un calcio al collo e al fianco di Aldo Naro diversi minuti prima dell’omicidio. Dalle testimonianze raccolte era emerso subito come la rissa fosse iniziata nel privè. Poi Aldo Naro venne trascinato fuori dalla discoteca da due buttafuori “regolari”, ma nel tragitto, prima di raggiungere la porta di sicurezza, il giovane medico cadde a terra, già provato dai colpi subiti in precedenza, e mentre si stava rialzando il 17enne gli ha sferrato un calcio fatale, tanto violento il suono dell’impatto con la testa del povero Aldo da impressionare il buttafuori che rimase scioccato.
Ciò che la Procura dovrà adesso stabilire, con l’ausilio dei Carabinieri, è se la rissa e i colpi subiti in precedenza da Aldo Naro e il successivo colpo fatale siano fasi successive e concatenate di un unico atto, ovvero l’omicidio.
Di certo rimangono bugie e omissioni da parte di molti, tra titolari e buttafuori della discoteca Goa. A partire dalla circostanza, sempre riferita dagli amici di Aldo, che il giovane medico venne ritrovato da loro esanime fuori dalla discoteca, in un vialetto. Ma all’esterno del locale lo avevano portato i buttafuori, soltanto dopo il colpo fatale subito da Aldo Naro, che in quel frangente era stato separato dagli amici da parte di chi doveva garantirne l’incolumità.
 

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