Le Dimissioni di Venturi. Le dichiarazioni dell'Assessore in Conferenza Stampa

651

Venturi e Cicero a Campobello«Con il suo modo di fare e con i provvedimenti che ha adottato, Lombardo sta mettendo ancora di più la regione nelle mani di mafiosi e affaristi. I favori che in Sicilia sta ottenendo ed otterrà Cosa nostra a causa delle sue azioni spregiudicate, inaccettabili e arroganti mi hanno costretto ad andare dai pm di Palermo e alla Corte dei conti, denunciando inquietanti e gravi atti adottati dal presidente della Regione».

Lo ha dichiarato Marco Venturi, Assessore dimissionario alla Regione Siciliana a margine della conferenza stampa a Palermo nella sede dell’assessorato alle attività produttive in via degli Emiri. Venturi in un’intervista a l’Espresso, poco prima di andare in conferenza stampa, definisce Lombardo “un Gheddafi della Sicilia” e fa l’esempio della candidatura del figlio Toti che vive a Roma e a soli 21 anni viene catapultato in uno scenario politico che non gli appartiene, eppure prenderà i 20 mila voti necessari ad andare all’Ars. 20 mila voti, spiega Venturi, per uno che non fa politica e viene da fuori “o si comprano o si chiedono alla mafia”.

“Lombardo ha tutelato un sistema affaristico mafioso e ha garantito zone e ambiti che gli garantivano clientele”, ha rincarato la dose l’assessore uscente che tre anni e mezzo fa aveva accettato di guidare l’assessorato da tecnico in quota Confindustria.

Venturi, nisseno, imprenditore di 50 anni ed esponente di punta di Confindustria Sicilia prima di lasciare le cariche in seno all’associazione per ricoprire il ruolo in giunta, ha tentato fino alla fine di cambiare il sistema burocratico affaristico della burocrazia regionale. “Abbiamo sempre denunciato e tentato di sopprimere i colli di bottiglia della burocrazia regionale – ha detto in conferenza stampa – ma gli apparati collusi fanno parte integrante del sistema legato alla vecchia politica”.

“Il vero problema è nel rapporto tra mafia e politica, di cui nessuno vuole parlare. Si è tornati indietro di 90 anni e bisogna dire che la mafia non esiste. Occorre combattere la borghesia mafiosa e il sistema clientelare che hanno lasciato la Sicilia in questa condizione di arretratezza. Bisogna garantire trasparenza, cosa che non c’era in questa giunta: non si conoscevano gli ordini del giorno e si verbalizzava solo a posteriori. Sono cose che ho notato subito, ma poi ho comunque voluto concentrarmi sulle riforme”.

“Lombardo si è dimesso il 31 luglio e ha continuato ad agire in pieno dispregio di qualsiasi norma. In tre anni e mezzo ho seguito 38 vertenze ma non ho assistito alla nascita di nessuna nuova impresa. Il clou del mio governo è stato con la riforma delle Asi, divenute centro nevralgico del malaffare, di mafia e politica. Noi con la riforma abbiamo cercato di fare chiarezza.Con la riforma delle Asi abbiamo azzerato 800 posti di sottogoverno, con un risparmio per la Regione di oltre 4 milioni di euro. Ma è su questa riforma che si sono consumate molte anomalie. La legge di riforma delle Asi è stata presentata in aula ad agosto del 2011 ed è stata bloccata da alcuni parlamentari, ma dientro c’era la mano di Lombardo”.  “La riforma è stata rallentata ad arte: abbiamo toccato un nervo scoperto del sistema clientelare . Avrei potuto dimettermi prima, ma non l’ho fatto perchè ci sono cose che vanno portate fino in fondo”.”Dopo l’approvazione del ddl ‘blocca nomine’, Lombardo ha nominato il commissario Giammanco all’Irsap e, lo scorso 4 settembre, è stato designato in giunta un dirigente generale, Francesco Nicosia. Io ho contestato tutto alla Corte dei Conti e in procura. Tra l’altro, la nomina di Nicosia è ancora più inopportuna visto che aveva già avuto un incarico proprio all’Asi di Agrigento, la stessa dove Cicero ha licenziato due dirigenti e revocato terreni e appalti”.

Venturi afferma che «Lombardo non pensa a far progredire questa terra. Vuole tenere la gente sottosviluppata. Roba da terzo mondo». E poi aggiunge: «Il coagulo di interessi politici, finanziari e mafiosi ha trovato un luogo ideale in cui miscelarsi: a Palazzo d’Orleans con Raffaele Lombardo. Benché dimissionario, ne è il garante».

Venturi ha fatto anche riferimento agli altri assessori della giunta che avevano sposato un progetto riformista all’insegna della legalità come il giudice Caterina Chinnici e il Prefetto Giosuè Marino. “Lombardo ci ha sfruttati – ha spiegato Venturi –  si è fatto scudo di attacchi e di ipotesi di collusioni con la mafia. Nonostante ciò non si è mai messo in linea con gli interessi della Sicilia».

Commenta su Facebook