Le “aziende virtuose” rispettano il contratto di lavoro? Con l’asseverazione potranno evitare le verifiche.

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Registrazione dei partecipanti (2)Si è svolto venerdì 6 novembre, presso la sede della Banca del Nisseno, un incontro tra Consulenti del lavoro, organizzato dall’Ordine professionale in collaborazione con la Fondazione Studi di appartenenza. Oggetto del seminario, l’Asse.co ossia l’asseverazione del contratto di lavoro.

Relatore dell’importante convegno, cui hanno partecipato un centinaio di professionisti,  il dr Paolo Stern del Consiglio Nazionale dell’Ordine, con delega all’Asse.co.  È importante sottolineare che il seminario, oltre a produrre dei crediti formativi per i professionisti, consentirà loro di ricevere un “patentino” di abilitazione per operare nell’asseverazione.

Dopo i saluti di rito da parte della presidente dell’Ordine, rag. Rosalia Lo Brutto, il dr. Antonio Piraino, direttore commerciale dell’Istituto Bancario che ha messo a disposizione la sua sala conferenze, ha portato i saluti del presidente dr Giuseppe Di Forti e del Direttore generale dr Michele Augello, impegnati in altri incontri.

Intervista al dr Paolo Stern – Consiglio nazionale dell’Ordine

La rag. Rosalia Lo Brutto, il rag. Angelo Vitale e il dr Paolo Stern
Rosalia Lo Brutto, Angelo Vitale, Paolo Stern

L’Asse.co è una sorta di certificazione che tutte le aziende di qualsiasi settore e di qualsiasi dimensione, potranno richiedere al proprio Consulente del lavoro il quale, se il proprio cliente è in regola con gli obblighi contrattuali e con i pagamenti degli oneri contributivi, chiederà all’Ordine, assumendosene la responsabilità, che quella ditta venga asseverata con conseguente iscrizione in un elenco di “aziende virtuose”.

In questo modo – ha detto il relatore , dr Paolo Stern – si potranno evitare le verifiche dal punto di vista lavoristico. Il ragionamento che gli organi di controllo (Ispettorato del lavoro, INPS, Inail) faranno, davanti a una asseverazione contrattuale, sarà molto semplice: se già questa ditta è stata verificata da un professionista, rivolgiamo altrove le nostre “attenzioni”. Principio che vale anche se, per esempio, il verificatore si reca presso un’azienda e scopre che quell’azienda è stata già asseverata. In questo caso la verifica non viene portata avanti e viene interrotta “a meno che – precisa Stern – non rilevi macroscopici scostamenti tra il contenuto del contratto certificato e le evidenze che rileva in azienda”.

Intervista al rag. Angelo Vitale

La sala conferenze della Banca del NissenoOvviamente – ha precisato il dr Paolo Stern – un’azienda asseverata viene controllata ogni quattro mesi in modo che la certificazione della regolarità contributiva e del rispetto contrattuale, non siano frutto di una sola verifica da parte del Consulente, ma scaturiscano da un controllo periodico.

Tantissimi chiarimenti in materia, domande e precisazioni per un argomento che potrà, oltre tutto, migliorare i rapporti tra dipendente e datore di lavoro in quanto, dal rispetto delle regole, il primo a beneficiarne è proprio il lavoratore.

 

Le foto del convegno

 

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