Le autorità sanitarie: “Nessun caso a Caltanissetta ma quella da coronavirus non è una malattia terribile”

2219

Dalle autorità sanitarie della provincia di Caltanissetta arriva un messaggio tranquillizzante in merito all’epidemia influenzale causata dal nuovo coronavirus nCov-19. In provincia di Caltanissetta non c’è al momento nessun caso sospetto ma soprattutto – è stato spiegato – non si tratta di una malattia così terribile come pensiamo.

Conferenza stampa al Comune di Caltanissetta del sindaco, Roberto Gambino, con il management dell’Asp2. Presenti il direttore generale Alessandro Caltagirone e il direttore sanitario Marcella Santino. In qualità di presidente della conferenza dei sindaci sulla sanità, Gambino ha fatto il punto sulle misure di prevenzione del contagio dal nuovo coronavirus nCov-19  Il sindaco di Caltanissetta ha emanato un avviso alla popolazione. Tutti coloro che provengono dagli 11 Comuni del nord Italia sottoposti a isolamento sono invitati a comunicare immediatamente ed urgentemente al loro medico di base e solo successivamente agli organi competenti i loro movimenti, la data di partenza per le zone indicate o la data di arrivo in città. “Bisogna sottolineare che la catena di comando parte dalla presidenza del Consiglio e passa dal ministro della Sanità. Qualsiasi ordinanza passa da lì’ e a livello locale il rappresentante del Governo è il prefetto. Mi arrivano sollecitazioni sulla chiusura delle scuole. Nessuno può chiuderle, meglio mettersi l’anima in pace: a scuola si va regolarmente”, ha detto il primo cittadino di Caltanissetta.

Gli 11 comuni indicati nell’avviso emanato dal sindaco di Caltanissetta sono nella Regione Lombardia: Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini. Nella Regione Veneto: Vò Euganeo. Si tratta dei Comuni in cui è stato stabilito il divieto di allontanamento da parte di tutti gli individui comunque presenti nel Comune o nell’area. “Abbiamo fatto un avviso che si rivolge esclusivamente alle persone provenienti dai Comuni messi sotto tutela e non ad aree geografiche generalizzate”, ha spiegato Gambino.

Al momento non ci sono casi sospetti nel Nisseno. Per considerarsi sospetto, infatti, oltre a provenire da una delle zone focolaio di contagio, il caso di un paziente deve presentare sintomi influenzali o difficoltà respiratorie. Nessuno dei dieci pazienti della provincia di Caltanissetta in quarantena volontaria presso le proprie abitazioni al momento manifesta sintomi. Si tratta di cinque operai rientrati da Vo’ Euganeo, paese di tremila abitanti in provincia di Padova, martedì scorso (quindi prima che in Italia fosse noto il primo contagio) quattro dei quali a Mussomeli e uno a Campofranco e di cinque operai rientrati a Niscemi. “Si definisce sospetto il caso che ha una sintomatologia per cui non c’è nessun caso nella nostra provincia, neanche sospetto perchè queste dieci persone stanno tutte bene”, spiega Marcella Santino, medico e direttore sanitario dell’Azienda sanitaria provinciale di Caltanissetta. “Stiamo parlando di una malattia fortemente diffusiva con elevato contagio ma la mortalità è limitata e tutti i casi in Italia riguardano persone che manifestavano altre patologie complesse. Mi sentirei quindi di tranquillizzare la popolazione. Non è una patologia così terribile così come pensiamo”.

I vertici dell’Asp2 di Caltanissetta si accingono intanto a incontrare l’assessore alla Salute, Ruggero Razza. A seguito dell’incontro verrà diffuso tra oggi e domani un documento a tutta la popolazione sui comportamenti da seguire e le procedure in caso di sospetti di coronavirus. Bisogna evitare l’ingorgo di telefonate al 118 o di accessi impropri in pronto soccorso per scongiurare il rischio che interventi sanitari urgenti possano finire in coda. Il canale preferenziale devono essere i medici di medicina generale ed i pediatri a cui rivolgersi telefonicamente. E’ quanto ha spiegato il direttore generale dell’azienda sanitaria di Caltanissetta, Alessandro Caltagirone. “Non siamo in emergenza sanitaria ma forse in un’emergenza di corretta informazione. Dopo l’incontro in assessorato alla Salute – spiega Caltagirone – manderemo tutte le comunicazioni ai sindaci, ai medici di medicina generale, ai pediatri e alla cittadinanza allegando un decalogo di comportamenti corretti. Dobbiamo evitare che comportamenti scorretti facciano andare in tilt il sistema che è dimensionato per rispondere alle esigenze sanitarie”. Un concetto espresso anche dal sindaco di Caltanissetta che si appella al senso di responsabilità della cittadinanza. “E’ importante perchè altrimenti esplode il centralino del 118 e persone che ne hanno bisogno per gravi patologie andrebbero in coda e questo non è giusto”, ha detto Gambino.

Il reparto di malattie infettive di Caltanissetta a breve potrebbe essere tra quelli abilitati a diagnosticare il virus tramite tampone. Ad oggi in Sicilia le strutture che svolgono le analisi sui tamponi sono solo i policlinici di Palermo e Catania. “Siamo in condizioni tecniche di poter eseguire l’esame. Probabilmente l’assessore intende ampliare i siti per agevolare l’esecuzione del test qualora aumentino numericamente le richieste in modo da rendere i risultati più veloci”.

Commenta su Facebook