Le Api Unione Siciliana: “Giù le mani dall’antenna Rai”

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(Riceviamo e pubblichiamo) E’ di questi giorni la notizia di una possibile demolizione o della riduzione dell’altezza dell’antenna Rai di Sant’Anna, dagli attuali 286 metri d’altezza a 130 metri, in conseguenza della dismissione nel 2004 della stazione radio RAI.

Realizzata tra il 1949 e il 1950 per la radiodiffusione in onde lunghe, medie e corte per rendere fruibile la ricezione del segnale RAI nei paesi del Mediterraneo e del Nord Africa, venendo utilizzata anche per le trasmissioni di un notiziario in lingua araba trasmesse in onde medie (Caltanissetta 1 – 567 kHz), ha detenuto fino a metà degli anni ’60 dello scorso secolo il primato di struttura per radiotrasmissioni più alta d’Europa.

Per più di mezzo secolo l’antenna ha costituito il nostro megafono nel Mediterraneo e ha trasmesso i programmi in lingua italiana in quattro continenti.

Nel 2012 il sito, antenna, parco e fabbricati annessi comprensivi delle storiche attrezzature della stazione radio, è stato dichiarato dall’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e Ambientali bene di interesse culturale.

Non vi è dubbio che la storia dell’antenna sia ora indissolubilmente legata alla storia più recente e all’immagine della città – caratterizzandone indubbiamente lo skyline, alla storia delle comunicazioni nel Mediterraneo, ed è ora la testimonianza della fine di un’epoca delle comunicazioni tradizionali, ora sostituite dalle comunicazioni via satellite.

Se da un lato il progresso dei mezzi di comunicazione ha fatto superare la funzione originaria dell’antenna, non si può sottacere che essa ha rappresentato per lungo tempo un primato per la città e per la Sicilia intera.

Un primato che si aggiunge a tanti altri primati della città!

I simboli non servono solo a ricordare il passato, sono gli elementi identificativi di un popolo: rappresentano soprattutto il punto di partenza per costruire il futuro.

Così come la Torre Eiffel a Parigi, che doveva essere demolita alla fine dell’esposizione mondiale, oggi rappresenta la Francia proiettata nel futuro, anche la nostra antenna deve assurgere a simbolo della rinascita della Sicilia nel Mediterraneo.

L’antenna è simbolo e patrimonio anche dell’intera Isola ed è per questo che la Regione Siciliana e la città di Caltanissetta devono amarla e proteggerla, facendone la bandiera della rinascita culturale e sociale della Sicilia – capitale del Mediterraneo e asse – cerniera fra 4 continenti.

Un simbolo per rappresentare la Sicilia nella sua legittima aspirazione di continuare ad essere la piattaforma logistica, oltre che di incontro culturale, nel Mediterraneo anche nel terzo millennio.

Chiediamo che la Regione Siciliana, attraverso i suoi organi di tutela, mantenga fermo il vincolo apposto sul sito e sull’antenna in particolare. Auspichiamo in tal senso che sia aliena da burocratica insipienza e impedisca che si attui un vero scempio con la mutilazione dell’opera!

Giù le mani dall’antenna!

Salvatore Giunta

Giovanni Di Trapani

Anna Stella

Giancarlo Palmeri

Liborio Pirrello

Unione Siciliana “LE API”

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