L’avvocato Diego Perricone sulla politica del governo: “Quando il Dio denaro ha il sopravvento l’umanità muore”

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Nel 1509, uno dei più influenti umanisti del tempo, Erasmo da Rotterdam, pubblicò un’opera titolata “Elogio della Pazzia”. Con tale opera l’autore denunciò impietosamente il modus operandi di chi governava le sorti dell’Europa e il potere ecclesiastico in quanto, a suo dire, avevano abbandonato il buon diritto e i principi evangelici per perseguire fini personali. Denunciava altresì gli accademici, gli artisti i cronisti, i quali anziché “correggere” erano pronti ad adulare i “potenti di turno” per ingraziarsene i favori e ad elemosinare qualche incarico. Ebbene anche oggi assistiamo al ripetersi costante di questa “pazzia”. Non c’è telegiornale, tribuna televisiva ove non si sentano i “potenti”sproloquiare contro qualcuno, tanto da agire in modo così cinico da violare ogni norma del diritto positivo e naturale e attaccare, in modo così improprio e senza alcuna cognizione, determinate categorie di persone, al solo fine di trarre un loro esclusivo vantaggio. Ma, fatto ancor più grave, che tale scriteriato atteggiamento viene ripetuto a “memoria” da chi spera di accattivarsi le simpatie di chi le ha pronunciate.Oggi, ma anche ieri, se un leader politico lancia un messaggio “contro”, immediatamente esso viene reiterato da chi politicamente lo segue, senza, forse, nemmeno rendersi conto di quello che ripete. Possibilmente questi “ripetitori” non ricordano che qualche mese prima, in un contesto di formazione politica diversa, avevano detto “tutto il contrario”. Se questa non è pazzia!!. Però bisogna essere riflessivi. Sarebbe il caso che noi “gente comune” ci ponessimo una semplice domanda:<>. A ben riflettere tale “stratagemma” non è una novità. I potenti hanno fatto sempre così. Incolpano gli altri per nascondere i propri fallimenti. La storia è piena di esempi: un certo Gesù fu condannato a morte solo perchè diverso e difforme al fariseismo dominante, perchè predicava l’amore e l’accoglienza del più debole; Nerone accusò ingiustamente i cristiani di avere incendiato Roma; nel medio evo e fino alla santa inquisizioni migliaia di uomini e donne furono arsi vivi, tantissimi altri sono i fatti storici che potrebbero essere citati fino ad arrivare all’olocausto di recente memoria. Il motivo per cui ciò avveniva ed oggi ancora avviene era ed è sempre lo stesso la “schizofrenia politica” che induce subdolamente gli altri a far dimenticare il “buon diritto, la condivisione verso il più debole, l’umanità”. E’ molto più facile e redditizio accusare ed incolpare i più deboli, chi non si può difendere e nascondere in tal modo la propria incapacità. Purtroppo tale strategia è sempre vincente. Che poi 2.000 bambini nella civilissima America vengono strappati alle loro famiglie e rinchiusi in lager, poco importa; così come poco importa se i gendarmi spagnoli o quelli francesi sparano sugli emigranti o lasciano morire una donna partoriente o che l’Ungheria, pur lucrando milioni di euro, costruisca muri o che una nave, con centinaia di persone non sappia dove approdare. Ma tutto ciò è secondario, tanto questi sono “gli altri” e non “siamo noi”. Sempre per “giustificare” si attaccano determinate categorie di lavoratori, ieri i medici, gli insegnanti i dipendenti ecc.,oggi gli avvocati e le associazioni umanitarie, in quanto “speculano”. Su chi e su che cosa?.Pazzia pura o, meglio, forse serve per “distrarre” da quella che è la reale situazione del paese e come i vari governi non sono stati in grado di risolvere; o, forse serve a far dimenticare i lauti stipendi, le prebende, i privilegi, le scorte.,le auto blu, gli appannaggi che vengono percepiti da chi ci governa. L’importante è avere qualcuno contro cui puntare il dito,l’appestato di turno, l’untore, così tutti siamo contenti perche abbiamo trovato il “capro espiatorio”. Cari governanti, perchè guardate la “pulce” e fate finta di non vedere l”elefante”?, perchè vedete la “pagliuzza” e non vedete la “trave”?Eppure le cronache sono piene di denunce contro i sistemi corruttivi che inquinano le istituzioni. Cosa fate?. Cari governanti come mai nessuno di voi si è accorto che in Italia vi è stato un incremento pari all’85,7% della produzione delle armi e che l’industria bellica italiana ha un fatturato di 14,6 miliardi di euro? Eppure la nostra costituzione regola la vendita delle armi e la L.185/90 vieta l’esportazione e la vendita delle armi ai paesi in guerra. Nonostante tale espresso divieto i produttori di armi ITALIANI vendono tranquillamente il loro prodotto di morte alle nazioni in guerra. Poco importa, poi, se le armi che noi italiani abbiamo venduto all’Arabia Saudita, all’Iraq, alla Turchia, alla Russia, all’India, all’Egitto, Siria e, Dio non voglia all’ISIS, hanno causato milioni di morti innocenti e il conseguente flusso migratorio. Poco importa se Ilaria Alpi e Reggeni sono stati uccisi perchè forse erano troppo vicini alla “verità”. Eppure nessuno ne parla, nessuno si scandalizza dell’”immenso business” che tale flusso produce. Certo parlare di questo business significa aprire il “vaso di pandora”, significa scoprire che dietro il made italy delle armi vi sono i “potentati”, vi sono intermediazioni finanziarie di banche quali la Deutsche Bank, Crèdit Agricole, Unicredit, San Paolo, BNL, Ubi, le popolari Emilia Romagna, Cari Spezia,Sondrio, Carrige, Etruria e così via. Allora forse è meglio puntare il dito su chi è inerme su chi svolge giorno dopo giorno e con immenso sacrificio il proprio lavoro, almeno questi non possono reagire e, comunque, non sono “nascosti”. Eppure non molti anni fa, un certo Sergio Mattarella, denunciò come l’industria bellica italiana violava sistematicamente le disposizioni di legge, mediante “artifici governativi”. Ecco allora che diventa ancora attuale l’opera di Erasmus. Solo che oggi non possiamo fare l’elogio alla pazzia, tranne che non siamo tutti pazzi e ci siamo dimenticati del recente passato. Allora forse ha ragione PAPA FRANCESCO allorchè dice: ”quando il dio denaro ha il sopravvento, l’umanità muore”. Peccato che molti buoni cristiani non lo ricordano.

Avv. Diego Perricone

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