Lavoro: più responsabilità per i consulenti delle imprese. Ma serve superare la “Fornero”

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Il presidente dell'AGI Sicilia, avv. Roberto CosioSi sono riuniti lunedì 14 aprile, nella sala conferenze della Banca del Nisseno, i consulenti del lavoro di Caltanissetta per discutere di un problema non da poco: l’asse.co, protocollo d’intesa firmato il 15 gennaio scorso tra il Ministero del lavoro ed il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro. L’Asse.co è una asseverazione nella quale si dichiara che l’Azienda che la richiede non ha commesso illeciti nei rapporti di lavoro con i propri dipendenti.

Il punto è che, per ottenere la suddetta asseverazione, rilasciata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine, sono necessarie due dichiarazioni di responsabilità: quella del datore di lavoro e quella del suo consulente. Dalle due dichiarazioni, rilasciate ai sensi del D.P.R. 445/2000, si dovrà evincere – ne diamo una descrizione sommaria – che il datore di lavoro non ha commesso illeciti per quanto riguarda, per esempio, orari di lavoro, lavoro nero ecc. e che il consulente, da parte sua, ha potuto verificare l’applicazione del contratto di lavoro ed il regolare versamento di contributi INPS, INAIL, Cassa Edile cosa che consente al titolare dell’impresa di ottenere il famigerato DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) documento che gli consente di partecipare a gare d’appalto e ad L'intervento del presidente del CPO rag. Rosalia Lo Bruttoaggiudicarsi lavori. Non a caso definiamo famigerato un documento che viene negato se, per un motivo qualsiasi, magari un errore di calcolo, l’impresa risulti a debito, nei confronti degli Enti Previdenziali, anche di un solo euro. Non ci compete, ma ci sia consentito di affermare che una simile gestione dei requisiti per ottenere il DURC, è priva di quel minimo di elasticità mentale indispensabile perché le cose non si blocchino per motivi così irrilevanti.

Una bella gatta da pelare, dunque, per i consulenti del lavoro chiamati a fare da “guardiani” del proprio cliente e che potrebbero rischiare il reato penale.

Dopo i saluti ed il benvenuto da parte del padrone di casa dott. Giuseppe Di Forti, presidente della Banca del Nisseno, ha preso la parola il rag. Rosalia Lo Brutto, presidente del Consiglio provinciale dell’Ordine, che oltre ad intervenire, I partecipanti al seminarioha fatto da moderatrice. “Noi, come categoria professionale, siamo stati sempre propositivi – ha detto nella sua introduzione – e abbiamo sempre cercato il dialogo con la pubblica amministrazione. Noi siamo una categoria forte, dinamica, vivace e che si rinnova quotidianamente”. Il dott. Vittorio La Placa, Giudice del Tribunale di Enna, ha poi preso la parola per approfondire l’argomento della responsabilità del professionista. “Il tema sul quale ci confronteremo questo pomeriggio – ha detto il magistrato – è reso particolarmente attuale per la categoria professionale dei consulenti del lavoro, dalla recente introduzione del meccanismo dell’asseverazione che disegna nuovi scenari e nuovi possibili rischi per i professionisti”.

È stato, quindi, il rag. Angelo Vitale a parlare dal punto di vista tecnico, del protocollo sottoscritto dal ministro Giovannini e dal presidente del CNO, Marina Calderone. Il protocollo, che è volto a regolamentare l’asseverazione di conformità denominata, per brevità , ASSE.CO, mira allo sviluppo e alla diffusione della cultura della legalità.

Il professionista – dice ai nostri microfoni il rag. Angelo Vitale – è colui che coadiuva il datore di lavoro quindi noi dobbiamo vedere i possibili rischi di reato sia da parte delle imprese sia da parte dei professionisti. Mi spiego con un esempio…”.

Ascolta l’intervista al consulente del lavoro Angelo Vitale

Al momento di prendere la parola il Consigliere di Corte d’Appello Giovanbattista Tona ha voluto offrire ai presenti – quasi per giustificare la Il rag. Angelo Vitale durante il suo interventoIl presidente della Banca del Nisseno saluta gli intervenutiprevista durata del suo intervento in relazione alle preoccupazioni emerse nei precedenti interventi – un “break mentale” raccontando un simpatico episodio occorsogli qualche tempo addietro. “Ho ricordo scolpito di qualche anno fa – ha detto il Consigliere Tona – quando mi invitò un Ordine professionale dell’Emilia Romagna ed il suo presidente mi chiese di parlare di tanti argomenti. Al che risposi: ma guardi che io così parlo un’ora. I suoi associati avranno voglia di sentire me? E lui rispose: Guardi, i miei associati, di fronte ad un Giudice che gli spiega quello che devono fare, ci stanno tranquillamente per evitare di dovere stare poi davanti ad un Giudice a spiegare a lui quello che hanno fatto loro. Questa è stata una lezione che mi porto sempre appresso e abbiate pazienza se mi dilungherò”.

Come sempre intriso di esperienza, dal punto di vista della legalità, il suo intervento ha toccato il delicatissimo argomento del possibile illecito penale del professionista parlando anche dell’importanza della veridicità delle dichiarazioni rese al Ministero ed al Consiglio dell’Ordine in virtù del protocollo d’intesa sottoscritto il quale, pur non essendo una legge è pur sempre una dichiarazione resa ad un pubblico ufficiale e, pertanto, “…assume una valenza normativa perché interviene tra due soggetti che hanno funzione istituzionale”.

Il rag. Angelo Vitale, il dott. Vittorio La Placa, il rag. Rosalia Lo Brutto, il consigliere Giovanbattista Tona, l'avv. Roberto Cosio e il dott. Giuseppe Di FortiFuori scaletta, l’intervento dell’avv. Giuseppe Marino, esperto in problematiche legate ai rapporti di lavoro, il quale ha messo in relazione la certificazione con l’asseverazione contestando quanto sostenuto da qualcuno e cioè che l’asseverazione sarebbe un completamento dell’iter procedurale della certificazione di cui ha chiesto che fine abbia fatto nella provincia di Caltanissetta.

Unico intervento, tra i consulenti presenti, quello del Dott. Giuseppe Tumminelli al quale ha risposto il Consigliere Tona. “Sicuramente – ha detto il geom. Mattia Carelli, figlio del compianto Giovanni – partecipare ad un seminario significa allargare le proprie conoscenze a livello culturale. Per qualcuno, magari, significa avere quei crediti formativi per andare avanti nella professione”.

A concludere l’interessante seminario è intervenuto l’avv. Roberto Cosio presidente dell’AGI ( Avvocati Giuslavoristi Italiani) Regione Sicilia.

Ascolta l’intervista a Roberto Cosio, presidente di Agi, Avvocati giuslavoristi italiani

Tranquillizzatevi – ha esordito – perché io non intendo la relazione di sintesi come una ripetizione di cose che sono già state dette prima di me, ma una puntualizzazione di qualche spunto che viene da questo ricco e interessante seminario”. Un intervento pacato e mirato che ha catturato l’attenzione dei presenti. Prima di passare nella sala del buffet, un volume, di argomenti diversi, è stato infine regalato a ciascuno dei relatori e consegnato dal presidente rag. Rosalia Lo Brutto, visibilmente soddisfatta della riuscita della manifestazione.

15 aprile 2014

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