Lavoro. Il 70% dei posti in Sicilia tramite raccomandazione

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Il mercato del lavoro in Sicilia è il peggiore d’Italia con il più alto tasso di inoccupazione e disoccupazione, oltre ad un elevato numero di neet, giovani che non studiano, non lavorano e non cercano un impiego. Inoltre nell’Isola il 70% dei posti di lavoro si cercano con la raccomandazione.

Un tasso di disoccupazione al 22,2% fa della Sicilia la Regione maglia nera del mercato del lavoro in Italia. Con la cassa integrazione in aumento e un tasso di disoccupazione giovanile oltre il 65% a cui si aggiunge il più basso tasso d’occupazione, pari al 39,9%, inferiore di due punti anche rispetto alla media del mezzogiorno. Nel mercato del lavoro in Sicilia sono in percentuale più garantiti gli immigrati, che accettano qualifiche e mansioni più basse da svolgere, mentre in generale il 70% dei posti di lavoro viene veicolato tramite raccomandazione, intesa come ricerca tramite conoscenti, amici e parenti. Sono alcuni dei dati diffusi dall’Osservatorio statistico nazionale dei consulenti del lavoro riferiti al primo trimestre 2016. Va detto che la popolazione immigrata che vive in Sicilia, 140 mila persone, rappresenta la percentuale più bassa in Italia, anche se il numero è cresciuto nell’ultimo anno del 2,5%. Gli immigrati nell’Isola hanno un tasso di occupazione del 50,3%, contro il 39,9% degli isolani. Così come il tasso di disoccupazione degli stranieri, 20,8%, risulta più basso di quello dei siciliani (22,2%) analogamente a quello di inattività: 36,5% contro 48,7%. E’ però assai probabile che la parte di popolazione straniera ufficialmente non occupata o inattiva in realtà lavori in nero, altrimenti si trasferirebbe altrove. Gli inattivi in Sicilia sono 1 milione e 617 mila, tra i quali vi sono 332mila donne e 259mila uomini che vorrebbero lavorare se si presentasse un’occasione, ma sono “scoraggiati” e non si rivolgono ai centri per l’impiego. Fra gli oltre 300mila “neet” (pari al 37% della popolazione giovanile, anche questa è la percentuale massima in Italia), l’85% cerca un lavoro sperando soprattutto in Garanzia Giovani e il 15% ha scelto di proseguire gli studi o fare la casalinga.

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