Lavori Provvidenza, Italia Nostra: “lavori bloccati e rischio finanziamento per disastri nel cantiere”

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(di Leandro Janni, pres. Italia Nostra Sicilia) Le parole sono pietre. E a volte le pietre sono parole. Sembra un gioco – di parole, appunto – ma non lo è. Purtroppo siamo costretti a intervenire ancora una volta sul “caso” Provvidenza. Stiamo parlando ovviamente del cosiddetto “progetto pilota” che riguarda la realizzazione di edilizia residenziale agevolata e le urbanizzazioni complementari in due isolati dell’antico quartiere Provvidenza. “Progetto pilota” nei confronti del quale Italia Nostra Sicilia è intervenuta più volte, da giugno 2013 a marzo 2014, insieme ai tecnici arch. Mario Cassetti, ing. Amedeo Alberto Falci, arch. Demolizioni realizzate dall'impresa_Quartiere Provvidenza_2Luigi Picone, arch. Giovanni Santagati. Le nostre osservazioni critiche, le nostre argomentazioni tecniche, giuridiche e culturali sono state ascoltate dall’allora ministro dei Beni Culturali Stefano Bray, sono state recepite all’Assessorato regionale dei Beni Culturali e sono state ritenute pertinenti e fondate dal nuovo soprintendente dei Beni Culturali di Caltanissetta dr. Lorenzo Guzzardi. Siamo costretti ad intervenire in quanto considerati da taluni – impropriamente, strumentalmente? – quali corresponsabili dei ritardi dei lavori e dunque della possibile perdita del finanziamento pubblico di 3 milioni e 100.000 euro, erogato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Ricordiamo quanto scrivemmo allora: «Ancora una volta noi evidenziamo, così come facemmo nel nostro primo documento del 14 giugno 2013, che è necessario ricondurre l’intervento progettuale nell’alveo dello spirito dell’art. 55 (centri storici) della Legge Regionale  71/78 (Legge Urbanistica); evidenziamo altresì che alle direttive normative si allinea il parere del Consiglio di giustizia amministrativa n. 490/95, che chiarisce ulteriormente il tipo di intervento da realizzare nei centri storici, soprattutto, in particolare, nelle aree libere o rese libere. Nostro auspicio è che si realizzi un intervento di restauro, recupero, riqualificazione, nell’interesse della Città, nel rispetto dei valori culturali, storici e monumentali del nostro centro storico».  E comunque i nostri documenti sono integralmente pubblicati sul sito web di Italia Nostra: http://www.italianostra.org/?p=33465.

Citiamo ciò che invece scrisse, deliberò il soprintendente Guzzardi a conclusione dell’iter di progetto: «Considerato altresì che, per il corretto prosieguo dell’intervento di recupero degli immobili predetti, è indispensabile procedere urgentemente alla redazione di una perizia di variante, soggetta all’approvazione di questa Soprintendenza, che recepisca tutte le prescrizioni dettate in sede di Conferenza dei Servizi del 24.04.2013; per quanto premesso, nella more della redazione della citata perizia, da sottoporre a consequenziale approvazione da parte di questa Soprintendenza, si dispone che vengano eseguiti esclusivamente lavori di messa in sicurezza dell’esistente. Rappresentando l’urgenza di quanto richiesto, si evidenzia che eventuali danni agli immobili oggetto dell’intervento di che trattasi, derivanti dai ritardi nella redazione della variante in parola, saranno imputabili a codesta stazione appaltante».

Infine evidenziamo che, da quando si è aperto il cantiere e sono iniziati i lavori relativi al “progetto pilota” nel Quartiere Provvidenza, non c’è più stato alcun intervento da parte di Italia Nostra. E dire che i motivi per intervenire c’erano. Eccome! Ad esempio noi riteniamo pesantissimi e distruttivi i primi interventi demolitivi realizzati a colpi di ruspa da parte dell’impresa che si è aggiudicata il delicato appalto. Poi si è fatto persino di peggio: si sono “bonificati” in modo del tutto improprio gli elementi in amianto presenti nei luoghi, unendoli scriteriatamente ai materiali lapidei delle demolizioni effettuate. Insomma un vero disastro. A quel punto i lavori si sono fermati. Bloccati. Dunque, alla luce di quanto qui esposto, è chiaro, chiarissimo che l’eventuale perdita di finanziamento è da attribuire integralmente ai soggetti che hanno determinato questi fatti nel corso dei lavori di cantiere.

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