Lavori Grande Piazza. Primi cartelli di chiusura attività. La ditta incaricata, intimata ad aprire varchi pedonali in Corso Umberto

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Cartello ChiusuraLavori della Grande Piazza. “Locale chiuso, riapriamo a settembre”. E’ con questa scritta in un cartello fuori da una trattoria di Corso Umberto, che si può riassumere lo stato d’animo dei commercianti e lo stato dell’arte delle loro attività economiche al collasso. Il grande cantiere dei lavori è infatti allestito in tutto il tratto di corso Umberto che va da Piazza Garibaldi alla statua di Umberto I. Un enorme gabbione che spacca in due Corso Umberto e taglia fuori, sia dal percorso automobilistico che pedonale, numerose attività che stanno aldilà della recizione, luoghi che diventano impossibili da raggiungere se non con una lunga circumnavigazione. Via Matteotti, via Scovazzo sono i casi limite, ma i disagi sono patiti in egual misura anche dalle attività che si trovano aldiquà del cantiere. Adesso si cerca di correre ai ripari. Oltre alla delegazione di commercianti ricevuta dal sindaco Campisi e dall’assessore Giarratano, il presidente del Consiglio Comunale, Calogero Zummo, ha incontrato i dirigenti dell’ufficio tecnico insieme ai responsabili del cantiere chiedendo che i lavori vengano effettuati a blocchi, garantendo le intersezioni e i passaggi pedonali dall’una all’altra sponda di Corso Umberto, garantendo quindi le necessarie vie di collegamento con tutte le strade circostanti, attualmente isolate, e le necessarie vie di fuga, in assenza delle quali, in caso di emergenza, le persone sarebbero letteralmente intrappolate. “Gli accorgimenti presi prima dell’inizio dei lavori da parte dell’amministrazione – afferma il presidente del consiglio, Calogero zummo – apparivano sufficienti ad alleviare i disagi, ma a cantiere avviato, ci si è resi conto che molte attività rischiano di chiudere e questo non ce lo possiamo permettere”.

Lavori in corsoEvidentemente nessuno immaginava che la ditta incaricata dei lavori, che ha dato comunque la disponibilità ad apportare variazioni, predisponesse un cantiere unico con una recinzione ambo i lati lunga quasi 200 metri, senza soluzioni di continuità. Rispetto alla proposta di installare un ponte di collegamento sopraelevato, la ditta pare sia più propensa invece ad aprire dei varchi in sicurezza a livello della strada, per i pedoni. Il direttore tecnico del cantiere ha chiesto 30 giorni di tempo, a far data dal 5 giugno, inizio dei lavori, per studiare le soluzioni.

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