Lavoratrice trasferita a 150 chilometri, fa ricorso e il Giudice le dà ragione. "Violata buona fede e correttezza"

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Il Tribunale di Caltanissetta, Sezione Lavoro Giudice Angela Latorre, ha accolto il ricorso proposto da una dipendente nissena di un Centro Commerciale e ha dichiarato illegittimo il provvedimento di trasferimento adottato dalla società proprietaria del negozio, presso la propria unità produttiva sita nel Trapanese.
La lavoratrice, infatti, dopo aver ricevuto il provvedimento di trasferimento, lo ha prontamente impugnato a mezzo dell’Ufficio Vertenze CGIL di Caltanissetta guidato dal sindacalista Manuel Bonaffini, che ha proposto, con l’assistenza dell’Avvocato Giosal Lo Giudice, ricorso avanti il Tribunale del Lavoro di Caltanissetta, deducendone l’illegittimità e precisando che il provvedimento stesso, adottato nei confronti di una lavoratrice con carichi di famiglia e ad una distanza di oltre 150 km dal luogo della propria residenza, era da intendersi illegittimo perché contrario ai principi di buona fede e correttezza contrattuali.
La società, costituitasi in giudizio, ha rilevato la legittimità e il carattere discrezionale della propria scelta, appellandosi a quell’orientamento favorevole che ritiene il provvedimento di trasferimento assolutamente discrezionale e sottoposto ad un controllo meramente formale.
Il Tribunale di Caltanissetta, accogliendo la tesi dell’avvocato Lo Giudice, con l’ordinanza di accoglimento totale del 6 Maggio 2015, ha di converso ammesso la possibilità di un controllo della legittimità del provvedimento sotto il profilo del rispetto ai canoni di buona fede e correttezza contrattuale ed ha annullato il provvedimento di trasferimento, ritenendolo illegittimo e preordinatamente volto a porre la lavoratrice nell’impossibilità di poter eseguire la prestazione, condannando la stessa al pagamento delle spese legali.
La pronuncia, che è uno di quei sporadici casi di annullamento di un provvedimento di trasferimento, contiene anche un riferimento al crollo del ponte sull’autostrada A19, che ha ampliato la distanza tra il luogo di provenienza e quello di destinazione.
La CGIL, il Legale Rappresentante della lavoratrice e la lavoratrice stessa, auspicano ad un maggiore rispetto dei diritti dei lavoratori che spesso, “giustificati” dalla crisi economica, vengono calpestati e violati.

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