I lavoratori rispondono a Miccichè. “Affermazioni offensive, nostro torto difendere dignità”

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“Le affermazioni dell’Assessore Miccichè risultano offensive e intollerabili agli operatori ex sportelli multifunzionali che hanno il solo torto di difendere la propria dignità”. Inizia così la replica degli operatori ex sportelli multifunzionali all’assessore al Lavoro Gianluca Miccichè che a propria volta aveva duramente risposto al sit in di protesta tenutosi a Caltanissetta.

“Ridurre il tutto a becere e misere insinuazioni dà la misura esatta della pochezza e dello spessore politico di chi non riesce a distinguere il suo ruolo politico da quello personale. Lasciar trapelare che il tutto si riduce ad una contrapposizione politica o a chissà quali suggerimenti pilotati da burattinai, non solo offende gravemente l’intelligenza personale di ogni lavoratore ma minimizza la tragedia che da tre anni si è abbattuta come uno tsunami, proprio da parte del governo di cui fa parte a pieno titolo, su una platea che piange suicidi, ridotti alla disperazione, gente che aveva un lavoro con contratto a tempo indeterminato, che avrebbe dovuto essere tutelata, peraltro, da leggi regionali e che permetteva loro di possedere una casa in città e, perché no, anche al mare”.

“Ovviamente – prosegue la nota – ognuno ha le proprie unità di misura e parla e giudica per come opera. Chi sarebbero i sovversivi segnalati abbondantemente alla Digos? Sono, per caso, ultracinquantenni che non lavorano ormai da quattordici mesi, troppo vecchi per trovare lavoro altrove e troppo giovani per andare in pensione?”.

“In tutti i casi, se pur autogestiti e senza bandiere sindacali, sono stati sempre autorizzati dalla questura ed elogiati finanche nei palazzi per la compostezza e la civiltà con la quale hanno rivendicato il loro sacrosanto diritto di riprendere il proprio lavoro dopo trent’anni di servizio”. “Protesta portata avanti da cittadini onesti con un certo grado culturale e sociale che rivendicano il loro posto di lavoro svolto negli ultimi quindici anni all’interno dei Centri erogando agli utenti servizi indispensabili di Politiche Attive del Lavoro e all’uopo riqualificati dalla stessa Regione. Chi riveste un ruolo politico di un certo peso è uomo pubblico e la manifestazione, chiesta e autorizzata, nella sede politica dell’uomo pubblico è cosa completamente diversa dell’abitazione privata, giusto per specificare anomalie inesistenti”.

“Cornuti e mazziati è troppo per chiunque, come l’arte di apparire vittima in ogni situazione è di pochi, per fortuna. La norma che è stata votata, per stessa ammissione dell’Assessore, non è il frutto della battaglia civile dei lavoratori o dell’impegno bipartisan delle forze politiche di trovare una soluzione, ma il frutto di un accordo con i sindacati e associazioni di categoria, ed è quanto dire, non una parola di merito alle forze politiche che hanno avuto un ruolo determinante sulla spinosa vicenda. La protesta, svolta sotto la segreteria politica dell’Assessore, aveva lo scopo di chiedere allo stesso di accelerare i tempi burocratici per rendere esecutiva la norma che dovrebbe riportarli a lavoro, ponendo fine anche se provvisoriamente a questa vicenda che ha messo in gravi difficoltà economiche e sociali intere famiglie”.

“Auspichiamo e chiediamo di avere maggiore attenzione e dialogo, finora assente, da parte dell’Assessore Gianluca Miccichè e di adottare, in tempi brevissimi, tutti i provvedimenti attuativi contenenti modalità, criteri e fonti di finanziamento al fine di garantire e salvaguardare economicamente e giuridicamente i lavoratori indicati nell’art. 13 della legge ex ddl 1133/1155 A Stralcio I – Disposizioni stralciato/A pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 24 maggio 2016”

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