Lavoratori dell’indotto all’estero. Eni apre all’ipotesi di Cgil, Cisl e Uil

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Si è svolto in Prefettura l’atteso incontro richiesto da CGIL-CISL-UIL, con la presenza di rappresentanti di ENI, Confindustria e Legacoop, per esaminare la questione connessa al possibile impiego delle aziende dell’indotto della Raffineria di Gela nelle realtà gestite all’estero da ENI, con particolare riferimento alla fase transitoria del processo di riconversione in atto.

“All’ esito di un articolato e ampio dibattito – spiega una nota della Prefettura -si è registrata una favorevole apertura a un dialogo costruttivo teso al raggiungimento del suindicato obiettivo da parte di tutti i presenti”. Si profila dunque la possibilità di impiego nei cantieri Eni all’estero anche per i lavoratori, o aziende, dell’indotto.

In particolare, i rappresentanti di ENI, nel confermare la massima attenzione alle ditte gelesi, hanno

espresso la propria disponibilità a creare le condizioni per consentire il coinvolgimento delle aziende dell’indotto nelle procedure di gara bandite all’estero.

In tal senso, ENI ha individuato, nell’ambito della propria attività, lavori, servizi e forniture oggetto di procedimenti di gara che potrebbero essere di interesse per le imprese dell’indotto. La tipologia di attività, i tempi, i paesi ed i vincoli locali saranno rappresentati agli interessati con incontri dedicati già a partire dai prossimi giorni.

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