L’assoluzione di Umberto Cortese. Non diffamò Cicero e Venturi. “Si difese da accuse infondate”

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Il Tribunale di Catania, in composizione monocratica, ha assolto “perchè il fatto non costituisce reato” Umberto Cortese, ex presidente dell’Asi di Caltanissetta che ha guidato il Consorzio per l’area sviluppo industriale per oltre vent’anni.

Cortese era stato querelato da Alfonso Cicero e Marco Venturi quando questi erano rispettivamente commissario dell’Asi e assessore regionale alle attività produttive, che avevano ritenuto diffamatorie alcune espressioni del Cortese contenute in delle lettere inviate nel corso del 2010 agli organi di stampa.

“In tali lettere – spiega in una nota l’avvocato difensore Sergio Iacona – Cortese si difendeva da una serie di infondate e gravissime accuse rivoltegli dal Cicero. Oltre a ribattere alle accuse, smontandole punto per punto, il Cortese aveva definito il Cicero “bugiardo” e “finto tondo” e aveva detto che la presenza del Venturi, che agiva tramite la persona del Cicero (il Venturi all’epoca era Assessore Regionale all’Industria) “obbediva ad una strategia rivolta solo a distruggere tutto ciò che altri hanno creato e che hanno la colpa di non avere chiamato il capo al nuovo gruppo di potere che si è radicato ai vertici di Assindustria Camera di Commercio e altro”.

Ora la Magistratura ha sancito la piena legittimità delle espressioni adoperate dal Cortese, come sostenuto dal suo difensore, l’avvocato Sergio Iacona del foro di Caltanissetta. Il Pubblico Ministero aveva chiesto la condanna del Cortese mentre le Parti Civili, rappresentate dal Prof. Alfredo Galasso avevano chiesto un risarcimento di centomila euro. “Il Giudice ha disatteso tali richieste accogliendo pienamente le tesi difensive di una più che lecita espressione del diritto di critica, assolvendo il Cortese”.

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