L’associazione “piùCittà” sul parco Sant’Anna: “L’amministrazione comunale faccia scelte di qualità”

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Nota stampa dell’associazione “piùCittà” in merito al consiglio comunale sul Parco Sant’Anna e l’Antenna Rai che di seguito pubblichiamo

Venerdì 13 luglio la città ha vissuto un momento di condivisione come ormai da tempo non accadeva. Il Consiglio Comunale, con ampia maggioranza, anche grazie all’impulso del comitato spontaneo formato da professionisti, dai rappresentanti di Italia Nostra e da tanti concittadini che anche a titolo personale si sono spesi, ha chiesto all’Amministrazione di completare gli adempimenti per l’acquisizione del bene, iniziati dall’amministrazione Campisi, e di farlo in tempi brevi. In sostanza i rappresentanti dei cittadini ritengono strategica la valorizzazione a scopo turistico culturale dell’antenna e dell’area circostante, in linea con i contenuti della variante urbanistica già adottata, che titola gli immobili ed il terreno di quasi sedici ettari, a parco naturalistico ed etno antropologico. D’altra parte, l’Amministrazione, nel recepire l’atto di indirizzo, non farebbe che attuare una parte del suo stesso programma (al punto 2.2. Assessto urbano e mobilità: «Sono da realizzare, anche, nuove aree di verde attrezzato (Parco Balate, Parco Sant’Anna)». Riposto nel dimenticatoio il Parco Balate che si sarebbe dovuto realizzare con le opere di compensazione, resta in campo comunque l’ipotesi della proprietà di un ulteriore polmone verde. Il civico consesso ha, nel caso di specie, fatto pesare le proprie prerogative e compiti statutari, ossia assumere le decisioni sulla programmazione del territorio, e nella circostanza, anche la responsabilità della proposta, dettando l’agenda ad una amministrazione che è ormai fuori tempo massimo per emettere i propri indirizzi sul P.R.G.. piùCittà auspica, una volta formate – o forse dovremmo dire confermate – le decisioni sul bene, che la qualità del dibattito si elevi rispetto a tanti futili quanto suggestive proiezioni sul costo di riqualificazione e mantenimento della struttura, apparentemente frutto di opinioni personali, e certamente fuorvianti dall’obiettivo principale. Caltanissetta necessita di strutturare punti di forza della propria programmazione economica e territoriale. Il contesto economico sociale è più fragile che mai. Gestioni conservative, se non addirittura dissipative di risorse progettuali, iscrivono ipoteche sempre più debilitanti delle esigue forze superstiti. Il parco dell’antenna è un operazione coraggiosa, non vi è dubbio, e a tratti azzardata; sarebbe stato preferibile tentare un’acquisizione del bene a titolo gratuito, considerate le spese di dismissione che comunque Raiway avrebbe dovuto affrontare. Comunque siano andate le cose il progetto può essere un impulso insostituibile per generare un sistema di attrattori sul territorio, per tutto l’anno. Università, scuola, turismo, natura, paesaggio. Molti gli attori potenzialmente attratti, e certa la risignificazione del ruolo della città, ai più sconosciuta, in un contesto siciliano che mostra ben altre risorse rispetto a quelle attualmente offerte da Caltanissetta. Il parco avrebbe l’indubbio vantaggio di creare la diversità, l’originalità necessaria a far sì che il brand del progetto sia unico e quindi attraente. È finito il tempo delle logiche di bassa gestione. Acquisito il bene si investa in progetti ambiziosi. Si inserisca il progetto nella programmazione di agenda urbana o in altre risorse comunitarie. Si individuino e si stimolino partner nella Regione Siciliana, tutelatrice dei beni culturali presenti e futuri, nelle Università e anche nei privati, selezionando stakeholder qualificati. Il salto di qualità lo si compie con scelte di qualità, abbandonando provinciali logiche di scarso profilo, che inevitabilmente riconducono al nichilismo progettuale. Il bene comune si consegue agendo e producendo i conseguenziali atti amministrativi.

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