L’assassinio del Mago di Tobruk e della figlia. Al Liceo Classico si presenta il libro di D’Alessandro

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ScifoIl liceo Classico e Linguistico “R. Settimo” ospiterà sabato 12 aprile alle ore 11:00 l’avvocato Giuseppe D’Alessandro, autore del libro “L’assassinio del Mago di Tobruk e la misteriosa scomparsa della figlia”, che racconta della scomparsa di Patrizia Scifo il 18 giugno 1983.

La donna, in un primo momento innamoratasi di Giuseppe Spatola, affiliato ad una cosca mafiosa, lo aveva poi denunciato per maltrattamenti. Alla scomparsa delle figlia scattano le ricerche da parte del padre, conosciuto come il mago di Tobruk, che viene freddato dinanzi ad un bar il 18 luglio. Per far conoscere più a fondo la vicenda parteciperà al dibattito il magistrato Giovanbattista Tona e offriranno la loro testimonianza Monica e Amalia Scifo. Il Dirigente Scolastico prof. Vito Parisi invita la cittadinanza a partecipare all’incontro che è coordinato dalla prof.ssa Angela Baiomazzola e si inserisce nell’ambito delle azioni di Educazione alla Legalità.

Monica, poi rifiuta il cognome del padre che gli ha ucciso la mamma. È vissuta per trent’anni con un cognome che odiava: quello del padre, Giuseppe Spatola, un boss locale accusato da un gruppo di pentiti di averne strangolato la giovane madre di Monica, Patrizia Scifo, sua convivente, facendone sparire il cadavere.libro tobruk

Ora la figlia Monica, divenuta adulta, ha ottenuto dal prefetto di Enna, la città dove risiede, l’autorizzazione a cambiare il cognome. Si chiamerà Monica Scifo, come la mamma Patrizia e il nonno Vittorio, all’epoca dei fatti, il più celebre chiaroveggente d’Italia, noto come il Mago di Tobruk.

Dopo quasi 30 anni è stato risolto il giallo della morte di Vittorio Scifo, il cosiddetto mago di Tobruk, astrologo a Roma, ma assassinato nel 1983 a Niscemi, sua città d’origine, qualche mese dopo la scomparsa della figlia. I due omicidi erano collegati.

L’8 aprile del 2011, è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare nel carcere di Spoleto, il gelese di 54 anni, Giovanni Passaro, ritenuto il killer di Vittorio Scifo, voluto dal mafioso Giuseppe Spatola, defunto negli anni scorsi.

Spatola era il geloso e violento convivente della figlia di Scifo, strangolata al culmine di un’ennesima lite. Il cadavere della donna fu occultato, e alla sua ricerca si mise il padre che, sospettando di Spatola, si imbattè in Cosa nostra e nei suoi segreti che non andavano scoperchiati.

Secondo l’accusa a sparare contro Scifo, seduto ad un bar di Niscemi, fu Giovanni Passaro. Il killer fece fuoco dopo aver chiamato per cognome la vittima. L’inchiesta si è basata sulle dichiarazioni di più collaboratori di giustizia.

 

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