L'arresto del latitante sancataldese. Le foto del blitz della Mobile.

898

L'arresto di Di ForteE’ finita con le manette ai polsi la latitanza di Cosimo Di forte il presunto boss del nuovo Mandamento di San Cataldo, irreperibile dopo la condanna all’ergastolo comminatagli dalla corte d’appello il 18 febbraio 2013. A tradire Di Forte è stata la necessità di ricongiungersi, per una sera, con gli affetti familiari, in particolare i propri figli.

Operazione della Squadra Mobile di Caltanisetta che sabato sera ha tratto in arresto un pericoloso latiante di San Cataldo, cosimo Di forte, ritenuto elemento di spico di Cosa Nostra, nuovo mandamento, e braccio armato del presunto boss Dino Calì, che lo avrebbe utilizzato per l’omicidio di Salvatore Calì e il tentato omicidio di Stefano Mosca. Proprio per il delitto Calì, Di Forte ha rimediato una condanna in appello il 18 febbraio e da allora aveva fatto perdere le tracce. A lui gli agenti guidati dal capo della mobile, Marzia Giustolisi, sono arrivati seguendo l’ex compagna, Maria Carmela Castello, con cui il presunto boss non aveva mai interrotto i contatti. La donna, infatti, da pochi giorni aveva preso in affitto la casa dove viveva Di Forte da libero, in via Galilei. Un passo falso che ha indotto gli agenti a pensare che la Castello, anche lei arrestata per favoreggiamento aggravato, fosse l’anello di collegamento tra cosimo Di Forte e la sua famiglia. In particolare i figli. Il primogenito di 17 anni, è stato visto recarsi nella casa di via Galilei e ucirne poco dopo. Gli agenti appostati hanno però notato che stranamente dal’abitazione si accendeva una luce quando in realtà non vi doveva essere nessuno. Passano pochi minuti e il 17enne ritorna con delle pizze in compagnia dei fratelli minori. A quel punto è scattato il blitz degli agenti della squadra mobile che hanno interrotto la riunione familiare. Il latitante ha tentato una disperata fuga al primo piano dell’abitazione, nascondendosi in un incavo ricavato nel muro. Ma è stato trovato e arrestato in esecuzione della condanna all’ergastolo comminatagli dalla corte d’Assise d’appello di Caltanissetta. Al carcere di enna, invece, è finita la compagna. Di Forte è stato condannato per l’omicidio Calì avvenuto a Dicembre del 2008 ed è accusato dell’agguato a Stefano Mosca, attinto da diversi colpi di pistola e fucile e miracolosamente scampato alla morte.

Commenta su Facebook