Largo Barile. Contro la demolizione dell’edificio Italia Nostra presenta un esposto

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“In ordine al ripetuto annuncio di demolizione dell’edificio di via Largo Paolo Barile, si rende noto che Italia Nostra Sicilia sta presentando un esposto alla Procura della Repubblica di Caltanissetta e al Nucleo Tutela dei Beni Culturali dei Carabinieri”. Ad annunciarlo è il presidente di Italia Nostra Sicilia, Leandro Janni.

“Nella qualità di dirigenti di Italia Nostra non possiamo non ritornare a parlare dell’abbattimento dell’edificio di via Largo Paolo Barile. Questo, nel silenzio generale di una città incapace di affrontare con efficace pragmatismo e doverosa sensibilità culturale i suoi temi cruciali. Una città incapace di individuare le priorità: ad esempio imprescindibile, improrogabile sarebbe un intervento di manutenzione, di riqualificazione del Museo di Palazzo Moncada, vergognosamente sprovvisto di rampa di accesso per i disabili e i cui infissi versano in uno stato di avvilente degrado. Palazzo sprovvisto di un adeguato allestimento museale”.

In merito all’edificio di largo Barrile, Italia nostra parla di “edificio storico, urbanisticamente significativo”.

Riprendendo il filo del concorso di progettazione “La Grande Piazza” che “ha costituito un’occasione importante per la Città, una sorta di riappropriazione del centro dopo lunghi anni di dequalificante dispersione centrifuga”.

“Il 13 marzo 2009 – spiega Janni – la Commissione giudicatrice del concorso ha ritenuto il progetto di architettura conosciuto con il motto “Walking on the ribbon” il migliore. L’investimento iniziale previsto per la realizzazione del progetto era stimato attorno ai 2.888.413,88 euro. Per il team vincitore era previsto un premio di 20.000 euro. E ovviamente la direzione dei lavori. Come abbiamo sottolineato in altre occasioni, ambiguo e contraddittorio, persino sconcertante fu il ruolo esercitato dalla Soprintendenza dei Beni Culturali ed Ambientali di Caltanissetta: l’ente pubblico preposto alla tutela del nostro patrimonio culturale non spese una parola a favore della salvaguardia di due importanti simboli storico-artistici quali la Fontana del Tritone e il monumento a Umberto I, per i quali i partecipanti al concorso di progettazione avevano disinvoltamente previsto nuove collocazioni. Un atteggiamento inspiegabile, ingiustificabile. Grave. Un atteggiamento di inconsapevole negazione del ruolo, dei compiti istituzionali della stessa Soprintendenza. Figuriamoci se essa fu capace di spendere una parola a difesa dello storico edificio di via Largo Paolo Barile, prospiciente l’omonima piazzetta su cui si affaccia anche Palazzo Moncada. Edificio che, sebbene in discreto stato di conservazione, è ora prossimo alla demolizione. Demolizione che, come sappiamo, è stata rinviata a causa delle consuete controversie tecniche e burocratiche che connotano il lavoro degli uffici di Palazzo del Carmine. Di certo la demolizione dell’edificio costituirebbe un’azione non accettabile, sia sotto il profilo normativo sia sotto il profilo culturale. E comunque lo sventramento di interi palazzi non è conforme alla cultura della conservazione e della valorizzazione del patrimonio storico-artistico nazionale e regionale”.

Pertanto Italia Nostra propone “un rigoroso intervento di restauro architettonico che preveda il solo smantellamento di quelle superfetazioni che nel tempo ne hanno alterato la forma, la struttura originaria. Dal punto di vista funzionale, l’edificio potrebbe essere destinato a spazio contenente atelier e alloggi per artisti”.

In ordine al ripetuto annuncio di demolizione dell’edificio di via Largo Paolo Barile, “si rende noto che Italia Nostra Sicilia sta presentando un esposto alla Procura della Repubblica di Caltanissetta e al Nucleo Tutela dei Beni Culturali dei Carabinieri”.

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