L’Anm respinge “insinuazioni” nei confronti di Sergio Lari. “Incondizionata stima” dei magistrati nisseni al Procuratore

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L’Anm di Caltanissetta esprime incondizionata solidarietà al procuratore generale Sergio Lari, dopo le dichiarazioni del professore Carmelo Provenzano, imputato in udienza preliminare nel procedimento che vede alla sbarra l’ex presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, Silvana Saguto.

“La Giunta di Caltanissetta – si legge in una nota – esprime, a nome di tutti i magistrati del Distretto, l’incondizionata stima per il Procuratore Generale Sergio Lari, oggetto di recenti dichiarazioni da parte di un imputato di un processo le cui indagini sono state coordinate e dirette fin dall’aprile 2015 dal collega, all’epoca in cui svolgeva le funzioni di Procuratore della Repubblica di Caltanissetta”.

Nel ricordare “l’assoluto rigore morale, l’imparzialità, l’integerrima professionalità e l’indipendenza che da sempre hanno caratterizzato la vita professionale del collega Sergio Lari”, la Giunta Sezionale “esprime solidarietà al Procuratore Generale di Caltanissetta, rifuggendo da ogni insinuazione – coinvolgente anche i suoi familiari – rivolta al lavoro svolto dallo stesso”.

Provenzano, professore all’università Kore di Enna, accusato di aver aiutato il figlio della Saguto nella scrittura della tesi di laurea, nell’ambito di presunti scambi di favore nell’affidamento di incarichi per la gestione dei patrimoni sequestrati ai mafiosi, aveva dichiarato di non aver aiutato soltanto Lorenzo Caramma, allora studente universitario, ma anche altri studenti tra cui il figlio dell’attuale procuratore generale Sergio Lari. “Ma non mi risulta – ha detto Provenzano – che le mie telefonate con altri studenti, come il figlio di Lari, siano finite agli atti del procedimento”. Dichiarazioni datate 12 ottobre a cui l’Anm replica dopo che l’esame dello stesso Provenzano si è concluso, probabilmente per evitare di condizionarne lo svolgimento.

A Provenzano aveva risposto a stretto giro, invece, il capo della Procura nissena, Amedeo Bertone, smentendo che vi potessero essere brogliacci di intercettazioni non depositati.

“Con riferimento alle insinuazioni contenute nella frase riportata da diversi organi di stampa e attribuita all’imputato Carmelo Provenzano durante l’udienza preliminare del processo a carico di Silvana Saguto e altri di due giorni fa – aveva scritto Bertone – ogni atto d’indagine del procedimento a carico del giudice Silvana Saguto è stato a suo tempo debitamente depositato e messo a disposizione delle parti, ivi compresi i brogliacci di tutte le conversazioni intercettate nell’ambito dell’inchiesta in questione”.

Parole a cui è seguita anche la presa di posizione di Gigi Lari, figlio del magistrato che ha affidato ad un post su Facebook la sua reazione.

“Da febbraio 2014 studio all’estero, tornando in Italia solo nel settembre del 2015 per la laurea, per poi lasciare definitivamente la mia cara Palermo. Da quando mi sono allontanato dalla Sicilia – scrive Gigi Lari – non ho mai avuto rapporti con il professore Provenzano, figuriamoci per telefono. Per questo semplice motivo è impossibile che negli atti della indagine che lo riguardano ci sia traccia di telefonate avute con me”.

Difeso dagli avvocati Boris Pastorello e Antonino Falzone del foro di Caltanissetta, Provenzano ha intanto concluso il suo esame dopo tre lunghe udienze.

“Provenzano, rispondendo alle domande, ha puntualmente dimostrato la correttezza del proprio operato e degli altri coadiutori dell’Amministrazione Giudiziaria Santangelo. Nel corso dell’udienza, Provenzano ha fatto, anche, delle dichiarazioni spontanee e, rivolgendosi al Giudice Testaquatra, ha chiesto di andare oltre l’erronea rappresentazione dei fatti”, spiegano i due legali in una nota.

L’udienza preliminare proseguirà la prossima settimana con la requisitoria della Procura rappresentata dai pubblici ministeri Maurizio Bonaccorso e Claudia Pasciuti.

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