L'analisi. Minacce di morte in campagna elettorale. L'intimidazione più grave è al dirigente nisseno

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Crocetta primo piano“Nella lotta alla mafia non si può essere mai divisi”. Con queste parole il segretario regionale di SEL, Erasmo Palazzotto (così come per primo ha fatto Giampiero D’Alia dell’Udc) ha espresso solidarietà a Beppe Lumia e Rosario Crocetta, destinatari, insieme al dirigente politico di Caltanissetta che l’ha ricevuta materialmente, di una lettera di minacce di morte esplicita,  con modalità adesso al vaglio della Squadra Mobile.

L’intimidazione che giunge in piena campagna elettorale è molto grave e va letta fino in fondo, parola per parola. Leggiamolo questo messaggio:  “Tu che li difendi tanto devi dire a Lumia e Crocetta che invece della Regione vi aspetta il cimitero: a morte gli infami”.

Innanzitutto è chiaro che l’intimidazione è rivolta per primo al dirigente politico nisseno di cui non si è fatto il nome. L’anonimo si rivolge infatti a lui dandogli del ‘Tu’ (tu…devi dire..) e soprattutto include tra i destinatari delle conseguenze nefaste, ovvero il cimitero, non solo i due esponenti politici Crocetta e Lumia (che di minacce ne hanno ricevute dalla mafia innumerevoli e anche imminenti) ma anche lui,  il suo interlocutore: “vi aspetta il cimitero”, recita infatti il testo e non “li aspetta”.

E’ fondamentale cogliere questa differenza per comprendere in quale ambito si possa muovere l’anonimo autore di questa gravissima intimidazione che, aldilà delle parole e della lettera di carta, mira evidentemente a turbare l’elettorato molto più di quanto non si possa immaginare. Un contesto, un ambito, che potrebbe far riferimento alla provincia di Caltanissetta.

“Tu che li difendi tanto”. Cosa significa tale frase? a chi è rivolta? Evidentemente non ad una sola persona, ovvero il destinatario della missiva. Sicuramente anche ad esso ma, forse, e soprattutto, a tutti coloro che fino a qualche tempo fa politicamente non erano omogenei alle idee politiche di Rosario Crocetta (cinque anni fa dei Comunisti Italiani) ma che a lui si sono avvicinati provenendo da altri percorsi politici e con lui hanno rinnovato un patto politico con un denominatore comune fatto di legalità, sviluppo ma anche di consenso come capacità di ottenere vittorie elettorali.

Chi oggi si trova a difendere Lumia e Crocetta, nei confronti di chi deve farlo? di certo non agli occhi degli elettori di questi ultimi o al movimento dell’ antimafia sociale, ma evidentemente di fronte a qualcun’altro che, inizialmente critico, si è infine avvicinato a Crocetta, al Partito Democratico.

La lettera minatoria, allora, assume i contorni di un giallo politico dai risvolti gravissimi e dalle conseguenze imprevedibili. La lettera significa la messa in mora di, quello che gli infami che l’hanno scritta ritengono essere, un traditore.

Non la persona fisica… ma una comunità politica. E neanche la sola comunità politica di riferimento del destinatario della lettera ma anche delle altre comunità, come ad esempio l’Udc della provincia nissena, i cui tanti (prevedibili) voti andranno a rafforzare la posizione di Crocetta nella corsa alla presidenza.

Accomunare il dirigente politico nisseno destinatario della lettera e dell’ammonimento in essa contenuto (sostanzialmente : “di a Crocetta e Lumia etc…) alla sorte preconizzata dall’autore (il cimitero) significa minacciare intere comunità politiche della provincia di Caltanissetta che hanno fatto una scelta di campo netta che potrebbe condurre ad un risultato elettorale completamente diverso dalle ultime elezioni.

Ecco perchè la minaccia asume un significato serio che, purtroppo, ne accredita di molto l’attendibilità e la pericolosità.

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