L’analisi dell’ex assessore Guarino: “Serviva una pandemia per comprendere l’importanza delle reti informatiche”

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(di Giovanni Guarino) La emergenza COVID-19, che in questi ultimi mesi ha stravolto le nostre vite e purtroppo ne ha spento migliaia, riporta con urgenza alla nostra attenzione tanti problemi irrisolti del nostro paese tra i quali alcuni dovrebbero rappresentare delle assolute prioritá nelle scelte dei prossimi mesi dei decisori politici.

Tra queste la capillarità e diffusione delle reti informatiche.

In questi giorni cresce il dibattito sulle cosiddette aree bianche, cioè le aree nelle quali, a causa del non conveniente rapporto tra investimenti e ricavi, le aziende di comunicazione non installano reti ad alta velocitá.

Molte aree del nostro paese sono purtroppo ancora non coperte dalla BUL (Banda Ultra larga) e solo il 58% delle abitazioni è stato raggiunto http://bandaultralarga.italia.it/mappa-bul/, dato assolutamente sconfortante comparato con gli altri paese europei ed il resto del mondo.

È assolutamente grossolano che il sito del Ministero dello Sviluppo economico dichiari che questo dato venga “(*)  ricavato dalle dichiarazioni degli operatori privati nella consultazione pubblica 2019”. Quindi sembra non esistere una valutazione di tali dati eseguita dalle istituzioni pubbliche e quindi quel 58% non rispondente alla reale situazione?

Solo qualche ulteriore analisi prima di passare ad alcune riflessioni. In Italia le provincie con popolazione maggiore ai 500.000 abitanti rappresentano il 65,82% del totale ma solamente il 44,64% della superficie.

Valutando con maggior dettaglio, le provincie con densitá di popolazione superiore ai 300 abitanti per Km2 (tre volte la densitá media europea) rappresentano il 43,03% della popolazione italiana ma solamente il 15,49% della superficie e di queste le aree metropolitane la fanno da padrone. Pertanto si comprende come la maggior parte dei cittadini e dei territori non possiede un collegamento a banda larga e si connetta con collegamenti di altri tempi.

Chi ha seguito i notiziari di Fox News, Cnn, o BBC, avrá constatato che le connessioni con centinaia di commentatori che intervenivano collegati in rete non davano problemi? Possiamo dire lo stesso di quanto accaduto nelle trasmissione televisive di casa nostra?

In queste settimane tanti cittadini, studenti, lavoratori hanno operato dalle loro case attraverso connessioni alle reti digitali, quale è stata la loro esperienza? Il servizio ha sempre corrisposto alla qualitá attesa?

Eppure se ci fermassimo un attimo a pensare a quanto è successo in questi ultimi mesi:

Gli studenti hanno seguito le lezioni da casa senza interrompere i loro percorsi di apprendimento.

I dottori hanno condiviso e certamente migliorato le loro conoscenze condividendo le informazioni con i loro colleghi di tutto il mondo.

Tanti malati hanno avuto cure da dottori collegati in rete.

Molti hanno lavorato da casa continuando a garantire servizi essenziali per il paese.

I giornalisti hanno continuato a garantire la diffusione delle informazioni attraverso i collegamenti in rete.

Le piú grandi star mondiali hanno organizzato concerti sulla rete collegandosi per noi da tutto il mondo.

Miliardi di messaggi ci hanno informato e spesso fatto sorridere non lasciando spazio alla solitudine.

Le distanze, le differenze sono state annullate da una meravigliosa invenzione avvenuta nel 1969 da parte del Dipartimento della difesa degli Stati Uniti, una invenzione che:

potrebbe aiutare i nostri giovani a lavorare per aziende o istituzioni pubbliche dislocate in altre parti del mondo senza fisicamente trasferirsi;

consentire di frequentare lezioni delle piú importanti università dalla propria casa;

rendere piú salubre il pianeta diminuendo drasticamente le emissioni in atmosfera dovute ai nostri spostamenti.

Era necessaria una pandemia per rendersi conto di quanto fossero importanti le reti informatiche?

È possibile che non si comprenda che bisogna incentivare le imprese o le istituzioni pubbliche a sviluppare forme di lavoro a distanza proporzionando ad esempio gli incentivi alla distanza che intercorre tra il lavoratore e l’impresa?

È possibile che il costo del servizio venga proporzionato ad esempio alla reale capacitá di banda?

Passata questa terribile emergenza mi auguro che le scelte di investimento dei governi vengano finalizzate a consentire ad ogni cittadino del pianeta di avere un collegamento veloce, stabile ed affidabile.

Tali scelte non devono essere il risultato di esclusive valutazioni di tipo economico ma garanzia che tutti i cittadini abbiano gli stessi diritti costituzionali.

GIOVANNI GUARINO

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