L’allarme del Simit: “Alto rischio importazione Ebola in Sicilia”. Crocetta: “è infondato, no allarmismi”

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“L’allarme lanciato ieri dalla Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali (Simit) sull’alto rischio di importazione del virus della malattia Ebola che incorrono le regioni italiane costiere che accolgono nei loro porti i clandestini provenienti dai Paesi africani, prime fra tutte la Sicilia, ci preoccupa”. Lo afferma la senatrice del Pd Venera Padua, della commissione Sanità, che annuncia su questo un’interrogazione al ministro della Salute Lorenzin perché siano rafforzate le misure di prevenzione e di controllo già avviate ma che potrebbero non essere sufficienti.

Migranti pian del lago“La generosità dimostrata fino ad ora dal popolo siciliano – sottolinea la senatrice Pd – nell’accogliere chiunque, sia esso clandestino o rifugiato, che sbarcato sulle coste abbia bisogno di aiuto e di sostegno, non deve essere turbata dalla possibilità di un potenziale contagio della malattia. La sorveglianza e il controllo delle procedure per individuare casi sospetti vanno rafforzati e verificati anche in stretto contatto con i due Centri di riferimento nazionale, quali l’istituto Nazionale di Malattie Infettive Spallanzani di Roma e l’Azienda Ospedaliera Sacco di Milano’, come consiglia anche la Simit. Siamo certi che già oggi il ministro Lorenzin nell’informativa al Senato sarà in grado di rassicurare la popolazione siciliana e quella delle altre regioni interessate sulle azioni intraprese per la tutela della Salute degli cittadini italiani e di chi sbarca sulle nostre coste in cerca di aiuto e di rifugio”, conclude Padua.

Crocetta a CaltanissettaIl presidente della Regione Rosario Crocetta rassicura sulle procedure adottate in Sicilia.

“Non c’è un rischio Ebola che tocca in modo particolare la Sicilia”, afferma il presidente della Regione. “Sono attive da tempo misure eccezionali per il controllo degli immigrati che sbarcano nell’Isola. Controlli che sono già fortissimi e che verranno rafforzati. Ma questo non vuol dire che esista un problema Sicilia. Chi dice il contrario afferma una cosa infondata. Quindi nessun panico nè allarmismi”.

Ma intanto sul contagio Ebola, interviene anche il M5S.

“Dopo l’allarme lanciato dal Simit sull’Ebola i siciliani pretendono rassicurazioni. L’assessore Borsellino venga a riferire in commissione sui potenziali rischi e sul dettaglio dei controlli effettuati”. Il gruppo parlamentare del Movimento 5 stelle all’Ars chiederà al presidente della commissione Sanità Di Giacomo di convocare urgentemente l’assessore alla Salute dopo le notizie di stampa che riportavano “lo stato di allerta per il nostro Paese con qualche preoccupazione in più per la Sicilia” segnalato dalla Società italiana di malattie infettive e tropicali.

“Nessuno vuole fare allarmismo – affermano i deputati – Dobbiamo lasciare la seduta con la convinzione che tutto quello finora messo in campo è il massimo possibile”.

Cosa aveva detto il Simit? ecco l’articolo pubblicato su www.oggisalute.it che raccoglie le dichiarazioni di Antonio Chirianni, vicepresidente del Simit.

È massima allerta in tutta l’Europa. La preoccupazione del contagio da virus Ebola, dopo i casi segnalati in Spagna, ha raggiunto anche l’Italia, dove la Sicilia sarebbe la regione più a rischio. Questo ha affermato Antonio Chirianni, il vicepresidente della Simit, società Italiana Malattie Infettive e Tropicali. Le regioni più esposte “sono quelle costiere, presso le cui aree portuali sbarcano periodicamente clandestini provenienti dai Paesi africani: “la Sicilia, per motivi geografici, sembra essere la regione più interessata dal potenziale contagio. Il lungo tempo di incubazione, fino a 21 giorni, dell’infezione da virus Ebola – spiega Chirianni – può comportare la probabilità che un individuo asintomatico proveniente dai Paesi endemici manifesti la malattia al suo arrivo in Europa”.

La Simit, tuttavia, ha precisato che, ad ogni modo, “sono attivi sistemi di sorveglianza e, inoltre, procedure per i casi sospetti possono essere messe in atto in collaborazione con i due Centri di riferimento, quali l’istituto Nazionale di Malattie Infettive Spallanzani di Roma e l’Azienda Ospedaliera Sacco di Milano”.

L’infezione si trasmette con contatto interumano diretto con organi, sangue e fluidi biologici, ma, ha sottolineato Chirianni, “è importante anche evidenziare che il virus permane a lungo nello sperma e che, pertanto, i rapporti sessuali possono rappresentare un veicolo di diffusione dell’infezioneanche 6-7 settimane dopo la guarigione”.

 

 

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